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Le Grotte di Toirano sono una meraviglia della natura e vicino a luoghi e paesini straordinari! Vi faccio scoprire la Ligura di Ponente e le sue meraviglie in un fine settimana...

 

 

Giorno 1 - grotte di Toirano, Borgio Verezzi e Finalborgo

Una domenica di primavera siamo andate a visitare le Grotte di Toirano, meraviglia dichiarata Patrimonio dell'Umanita' qui in Liguria. Abbiamo poi proseguito con la visita a due borghi liguri famosi e situati a breve distanza per fare l'intera giornata di gita!

Per arrivare alle grotte, si esce a Borghetto S.Spirito, e si seguono le indicazioni per Toirano e poi per le grotte, piuttosto vicine all'autostrada. Si arriva in cima ad una collina dove si lascia la macchina, e salendo pochi gradini si fa il biglietto; l'ingresso alle grotte è circa a 300 metri di cammino dalla biglietteria. Alle grotte possono accedere tutti, ma senza passeggini o disabilità; i bambini possono stare nel marsupio o nello zaino (ma più scomodo per via delle basse altezze e del rischio di farli scontrare  contro la grotta durante alcuni passaggi). Il biglietto (adulti 12 euro bimbi gratis fino a 5 anni) include la visita guidata obbligatoria che dura circa 70 minuti, e non è necessario prenotare. Potete trovare tutte le informazioni e foto al sito www.toiranogrotte.it

L’entrata alle grotte è sigillata da pesanti porte che servono per mantenere costanti umidità e temperatura (costante a 16°) all’interno e preservare, così, le rocce.

La visita si snoda in due diverse grotte, quella della strega (o della Basura in dialetto) e quella di S.Lucia, riaperta da pochissimo.

 

Iniziamo la visita con la grotta della Strega, attraverso cunicoli e gradini si arriva alla prima sala detta “il salotto”, con bellissime colonne formatesi dall’unione di stalattiti e stalagmiti;qui abbiamo iniziamo a fare fotografie e non ci siamo più fermati! Proseguendo abbiamo superato il “corridoio delle impronte” lungo il quale si possono vedere, impresse nell’argilla ormai indurita, le impronte di piedi, mani e ginocchia di uomini sapiens sapiens che si avventurarono nella grotta circa 12.000 anni fa; c’è persino il graffio di un orso.

 

Si arriva poi ad una grande sala con il laghetto, dove nuotano ancora gamberetti bianchi minuscoli, una sala bellissima con tantissime formazioni che sembrano anemoni di mare, e dove si scende poi vari gradini per vedere il lago da vicino. Cornicioni e piattaforme rocciose ci mostrano dove arrivava una volta il livello dell’acqua.

Proseguendo si incontra il cosiddetto “Cimitero degli Orsi”, dove si possono osservare depositi di ossa risalanti ad un periodo compreso tra i 24.000 e i 27.000 mila anni fa. Gli Horsus Spelaeus venivano nelle sale interne della grotta per trascorrere e il periodo di letargo ed i più deboli, malati o quelli che non avevano accumulato abbastanza riserve, vi trovavano la morte.

Superato questo punto si possono ancora ammirare testimonianze dei tempi preistorici in una sala da poco aperta al pubblico,la “sala dei misteri, che ha numerose impronte nella parte centrale, e una parete piena di palline di argilla solidificate che gli studiosi ritengono prova di un rito di iniziazione che sarebbe avvenuto in questa sala 12.000 anni fa. In pratica si ipotizza che un giovane sarebbe stato posto con le spalle a questa parete e sarebbe stato bersagliato con palline di argilla prelevata dal terreno. In altre grotte europee, infatti, si sono avute le stesse testimonianze e questa pare essere la teoria più accreditata!

Si risale quindi e arriviamo ad una sala molto particolare, detta “l’antro di Cibele”, unica in Europa e una delle poche nel mondo, per avere formazioni bianche tonde che ricordano delle mozzarelle o delle provole tutte attaccate al soffitto e alle pareti... Rimaniamo tutti a bocca aperta!

La grotta è stata dedicata alla Dea della Fecondità proprio per le sue forme tondeggianti, dovute al fatto che la grotta era interamente sommersa dall’acqua e fu prosciugata successivamente alla scoperta.

A questo punto scendiamo di trenta metri in profondità a raggiungere il punto più basso della visita, per poi attraversare il tunnel artificiale che collega la grotta della strega a quella di S.Lucia. La grotta di Santa Lucia è molto bella, ma per noi non altrettanto sorprendente come la prima, per quanto abbia bellissimi colori (più rossi della prima grotta) i fiorni di calcite (che ricordano un po’ i cristalli di neve). Attraversiamo un corridoio molto suggestivo per la presenza di un piccolo fiume accanto, e vediamo una bella sala chiamata “Phanteon” con altissime formazioni che sembrano torri colorate, una delle quali è chiamata la torre di Pisa perché pendente. Nella roccia si vedono chiaramente le stratificazioni dei periodi geologici, mentre nell'ultimo corridoio che attraversiamo ci sono i segni di dove arrivava il lago in tempi antichi(“sala dei livelli”), più o meno ad altezza spalle! Mentre usciamo, la guida ci mostra le bottiglie di vino lasciate a prendere aria nella "cantina naturale", per produrre un vino bianco mosso dopo tre anni di riposo... Purtroppo lì non le vendono e noi ci dimentichiamo di guardare in paese, l'avremmo comprato volentieri! All'uscita della grotta si può vedere il santuario rupestre di Santa Lucia, addossato alla roccia; a volte una volontaria lo apre alla domenica, ma non siamo stati fortunati. Il panorama da qui in alto è comunque molto bello!

Finita la visita si è fatta l'ora di pranzo e con i bambini affamati ci fermiamo a mangiare nel bar sotto la biglietteria, ma non lo consigliamo... Piuttosto è da portarsi da fare picnic e andare dai giochi in paese (si vedono attraversandolo)! Toirano è un borgo medievale pedonale molto piccolo anche menzionato dalla guida Touring, carino per sostare il tempo del pranzo e magari visitare il Museo della civiltà contadina, che per i bambini può essere interessante!

Dopo pranzo siamo andate a Borgio Verezzi (uscita Finale), e seguendo le indicazioni per Verezzi centro storico, siamo arrivate al parcheggio dove lasciare la macchina. Da lì si prosegue a piedi per il paesino, ci sono diverse camminate brevi da fare, che attraversano il paese, tenuto molto bene e con tanti fiori e piante, il tipico borghetto ligure, fino ad arrivare a stradine di campagna in mezzo agli olivi e agli animali da fattoria... In particolare, abbiamo incontrato un asinello, le pecore, il gallo con le galline. Dalla piazza centrale c'è una vista meravigliosa sulla costa della Riviera di ponente, che abbiamo fotografato in tutti i modi! In estate si tengono rappresentazioni teatrali (in un'occasione ero venuta ed era stata molto suggestiva) e nella piazza c'è una chiesetta in pietra e un bar con i tavolini all'aperto.

Verso metà pomeriggio siamo poi andati a Finalborgo, un altro paesino ligure rinomato, medievale,  anche questo piccolo ma pieno di bei palazzi, piazze e chiese. Percorrendo la via principale, dopo l'entrata dalla porta di ingresso alla cittadina, vi sono molti negozietti dove comprare souvenir e prodotti locali; noi ci siamo diretti alla piazza centrale dove abbiamo fatto merenda con un gelato buonissimo al bar Centrale... Girando per le viuzze del paese siamo poi entrati nella chiesa, riccamente decorata, che vale una visita. C'è anche un trenino che va avanti e indietro da Finale mare a Finalborgo, che potrebbe essere carino! Noi abbiamo invece optato per la gita ai castelli, Castel San Giovanni e Castel Govone, che si raggiungono attraverso una strada acciottolata che sale dal paese. La salita non è agevole per i passeggini, ma noi siamo riusciti a portare Mattia, almeno fino al primo castello! Dal primo al secondo siamo andati con i bimbi in spalletta per circa un quarto d'ora attraverso il bosco, in una bella escursione... Si arriva al secondo castello, Castel Govone, che ha la particolarità di avere una torre diamantata, non visitabile ma che abbiamo fotografato. Da lì c'è un bel panorama sulle colline e sulle valli intorno...

Quando torniamo in paese sono quasi le sette di sera e ci avviamo a casa!

 

Giorno 2 - Castelvecchio di Rocca Barbena

Abitando a Genova, siamo rientrati a casa, ma per chi volesse fermarsi per un week end, o anche per un soggiorno più lungo, la Riviera Ligure di Ponente offre molte possibilità; vi segnaliamo di seguito alcune mete nelle vicinanze che sicuramente meritano!

A 16 chilometri da Toirano si trova Castelvecchio di Rocca Barbena, un paese medioevale che per il suo magnifico stato di conservazione è stato anche insignito della bandiera arancione ed è annoverato tra i borghi più belli di Italia. Il paese è costituito da case fortificate collegate tra loro da archi in pietra, che avevano funzione antisismica, ed è dominato dall’antico castello (prima dei marchesi Clavesana,poi dei Marchesi del Carretto).

Sempre nelle vicinanze (5 chilometri e mezzo da Castelvecchio) si trova Zuccarello, anch’esso inserito nel circuito dei borghi più belli d’Italia.

Questo paese è collegato con il primo da un sentiero in ciottolato, chiamato sentiero di Ilaria Del Carretto, ben segnalato. Si tratta di una passeggiato non molto impegnativa, percorribile in meno di due ore e fattibile da tutti.

Lungo la costa vi segnaliamo Varigotti grazioso paesino che vanta due spiagge di sabbia bellissime, a est quella in località Malpasso e a Ovest quella di punta Crena; proseguendo in direzione Genova e godendosi il paesaggio rivierasco si incontra Noli, altro tra i Borghi Più belli d’Italia, nonché Bandiera Blu.

Su sito del comune di Noli potete scaricare vari depliant turistici tra cui quello “Noli antica repubblica Marina” che riassume la storia della cittadina e suggerisce un percorso illustrando gli edifici principali.

 

 

 

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