GlobeTrottingKids

Un articolo sulle varie motivazioni che ci spingono a viaggiare con i nostri bambini, e sul perché pensiamo sia una cosa positiva per loro! Molti, amici e conoscenti, quando ci chiedono dove andiamo nel prossimo viaggio, e rispondiamo con le nostre mete di viaggio, si mostrano stupiti e increduli che andiamo con figli. Sappiamo che la maggior parte delle persone si limita nei viaggi quando ha figli, sicuramente pensando che sia meglio per loro trascorrere le vacanze sullo stesso lido o in montagna. Cosa ci spinge a viaggiare tutti insieme con i bambini? Ci piacerebbe darvi alcune delle nostre motivazioni per cercare un'aperta discussione e chissà, perché no, incentivare altre famiglie a provare l'esperienza del viaggio in famiglia!

Intanto viaggiare è una nostra passione di genitori che vogliamo trasmettere ai nostri figli, come tutte le passioni che abbiamo e che ci arricchiscono la vita. Pensiamo che viaggiare apri un mondo di scoperte e di conoscenze che fare da bambini ha tutto un altro sapore e forma la persona in modo molto diverso rispetto a come accade da adulti. Incontrare persone che hanno tratti somatici e colori diversi dai nostri, che praticano religioni diverse e che parlano lingue differenti porta inevitabilmente ad avere una mentalità aperta e flessibile, e un rispetto per gli altri sin da piccoli. A me piace riscontrare in mia figlia che sa che esistono moschee, templi indù e chiese e che hanno tutti lo stesso valore, mi piace vedere che impara parole di altre lingue perché sa che ogni paese ha la sua, e sono felice che quando incontra persone di razze diverse o donne velate non le guardi in modo strano.

In tutto questo non neghiamo che c'è una certa dose di sbattimento per cui a volte (anzi, prontamente ad un certo punto del viaggio) anche noi ci chiediamo il classico "ma chi ce lo ha fatto fare?", certamente quando la portavamo nello zaino in tutti i trekking in Islanda, o in spalletta per i templi cambogiani o quando in Giappone ogni giorno eravamo su un treno diverso... Ma poi...

Viaggiamo con i nostri bambini perché vediamo quanto sono felici quando siamo catapultati in un'altra realtà, per loro è tutto una scoperta, un'esplorazione, un mondo nuovo che guardano con i loro occhi di bambini senza pregiudizi, filtri e paure, ma anzi accettando in modo gioioso tutto quello che è nuovo e strano... A volte quando siamo in viaggio vorrei tanto calarmi nei loro panni e rivivere quello che provano loro, che si meravigliano per cose che ormai noi viaggiatori da una vita quasi non notiamo più, che guardano le persone riuscendo a cogliere sfumature e stati d'animo, e situazioni divertenti o al contrario, tristi. Sono felice di dare questa opportunità ai miei figli, che anche se nati in Italia si sentiranno sempre parte di un tutto più grande. In ogni viaggio poi è buffo come tante situazioni siano per loro strane e inusuali e portino quindi una valanga di perché, ai quali ci piace rispondere in modo serio e pensato, occasioni di imparare una marea di cose che semplicemente non potrebbero fare stando in Italia.

A volte quando leggo articoli in cui si parla di come intrattenere i bambini in viaggio mi viene un po' da sorridere perché riconosco che è anche una mia preoccupazione di mamma, e prima di partire mi viene da pensare a cosa portarmi dietro per farli giocare, quali cartoni e app mettere sull'ipad o quali libri potranno volere... Ebbene forse qualcuno non mi crederà ma raramente devono essere intrattenuti o usano davvero quello che ci portiamo! i bambini trovano da giocare con ogni cosa e ovunque, e anzi proprio perché siamo in ambienti nuovi, esplorano ogni spazio e trasformano ogni oggetto in gioco, Aurora poi sfoggia il suo inglese con le persone sconosciute e si mette a giocare con ogni bambino che vede... E' anche vero che noi l'abbiamo sempre incentivata a scoprire nuovi modi di intrattenersi da sola, perchè crediamo nel valore della "noia" e degli spazi vuoti senza attività prefissate, per incentivare la sua creatività e modi diversi di pensare e di vedere le cose.  Come risultato, durante tutti i tempi di viaggio (a volte davvero lunghi) in aereo o in macchina, non ci ha mai detto "mi annoio" o chiesto "cosa faccio", ma al contrario, trova sempre da intrattenersi anche solo cantando! 

Un'altra preoccupazione di tanti genitori è anche relativa al cambio di ambiente, case, letti, fuso orario, e varie... Quello che posso dire al riguardo è che ho notato che i bambini sono molto più adattabili e flessibili di noi e che tutti i bambini che conosco abituati a viaggiare, come i miei o altri figli di amici, semplicemente non hanno questi problemi... Sono ansie che si fanno spesso i genitori, ma che hanno poco riscontro nella realtà.

Quando Aurora aveva due/tre anni (e Alessandro non esisteva...) abbiamo anche vissuto in un altro Paese, e nonostante le difficoltà di lavorare tutto il giorno dovendola lasciare in un asilo dove nessuno parlava la sua lingua, il valore di quell'esperienza è stato tale per noi tutti come famiglia che abbiamo deciso di farle continuare il percorso in una scuola internazionale anche tornati in Italia, dove frequenta bambini e insegnanti che provengono da tantissimi Paesi del mondo, che parlano lingue diverse e che hanno proprie usanze e celebrazioni.

Ho voluto parlare delle nostre scelte come famiglia viaggiatrice, perché penso che sia un'opportunità per i nostri figli, che dovranno crescere in un mondo sempre più aperto, per fortuna, e sempre più globale. Farli crescere senza confini virtuali, senza paura per il diverso e pensando di trovarsi a proprio agio in ogni paese in cui andranno, è semplicemente un modo per non dargli confini ma anzi la massima libertà di scelta quando diventeranno adulti! 

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