GlobeTrottingKids

Siamo andati in Malesia ormai 6 anni orsono, ed è stato un viaggio molto bello, avventuroso e tranquillo allo stesso tempo, e con l’occhio dei genitori di adesso, possiamo consigliare la Malesia anche per viaggi con bambini. Il Borneo è adatto a bambini più grandicelli, soprattutto per le camminate che comporta visitare i parchi e la natura di questa bellissima regione! La Malesia penisola invece è adatta veramente a tutti e ci si può organizzare in fai da te completamente…

Info generali: Guide: le guide sulla Malesia sono in generale poco affidabili, sia per quanto riguarda le informazioni su alberghi, ristoranti, orari, etc, ma anche sui consigli dei posti da visitare. Vi consigliamo pertanto di basarvi sull’esperienza degli altri viaggiatori più che su quanto riportato a commento dei vari posti nelle guide. Vaccinazioni: non sono assolutamente necessarie anche secondo le guide locali che abbiamo incontrato nelle nostre escursioni. Usate il repellente anzi zanzare (nel borneo), ma in ogni caso in media ne abbiamo viste meno che in Italia. Per quanto riguarda il cibo, acqua e igiene in generale, non ci siamo fatti problemi di alcun genere, anche mangiando ovunque e qualsiasi cosa (neanche con ghiaccio, frutta, verdure, etc).

Organizzazione del viaggio: iniziate presto ad organizzare il viaggio, soprattutto in Borneo le escursioni sono a numero molto limitato, per cui è necessario organizzare ad inizio anno se intendete andare ad agosto. Per i soggiorni sulle isole, si possono presentare le stesse problematiche. Noi abbiamo visitato sia la penisola che il borneo, e sono due viaggi diversi; la penisola è più cultura, spiritualità, contatto con le persone, città, mentre il borneo è più natura e paesaggi. Il mare si può fare in entrambi i posti, considerando che ad agosto dovete dirigervi o sulla costa est della penisola (la costa ovest non va bene) oppure in borneo. Noi consigliamo di visitare entrambi i posti (penisola e borneo), cosa che si può agevolmente fare in un viaggio di tre settimane, ma se proprio dovete tagliare qualcosa, non tagliate il borneo, piuttosto accorciate la vostra permanenza nella penisola. Le città (eccetto forse KL) non sono assolutamente belle né vale la pena fermarsi apposta per visitarle.

Clima: ad agosto la stagione è “secca”, nel senso che non piove tanto come nei mesi dei monsoni, ma una volta al giorno un po’ di pioggia viene sempre. In ogni caso, abbiamo trovato accettabile sia il caldo che l’umidità, che più o meno abbiamo trovato come in Italia d’estate. Nel borneo l’umidità è più elevata, soprattutto nella giungla... Costi: in Malesia si può spendere pochissimo (2 euro a testa per dormire, di meno ancora per mangiare), così come invece andando nei posti considerati di lusso si arriva a spendere come in Italia. In generale, è un viaggio piuttosto economico; noi abbiamo speso in due circa 5.200 euro tutto incluso. Le escursioni nel Borneo sono state la parte più costosa del viaggio.

Nostro itinerario e indirizzi utili per le prenotazioni: Voli: abbiamo prenotato il volo Klm per Kuala Lumpur (da Milano via Amsterdam), mentre per i voli interni abbiamo utilizzato Air Asia - www.Airasia.Com - (compagnia low cost asiatica) che vi consigliamo in quanto per prezzi veramente ridotti si può viaggiare ovunque su aerei nuovi e sempre in orario. Per quanto riguarda il noleggio auto, diciamo che le strade sono buone e tutte asfaltate, ma i malesi guidano come matti e le indicazioni stradali sono pessime. Noi l’abbiamo fatto e lo consiglierei, ma procuratevi una buona cartina stradale (quella fornitaci dall’Avis era pessima) e soprattutto fate molta attenzione! Considerate che più o meno si procede a circa 50/60 Km all’ora per le strade normali (e le autostrade sono veramente pochissime).

Kuala Lumpur: siamo stati due giorni (incluso quello di arrivo da Milano), che ci sono sembrati più che sufficienti per vedere sia la parte moderna che quella tradizionale (chinatown, little india, zona coloniale di merdeka square). Inoltre, il secondo giorno nel tardo pomeriggio siamo andati in taxi alle Batu Caves (che vi consigliamo!), dove abbiamo speso circa 2 ore a visitare i templi induisti nelle grotte, e abbiamo partecipato alla nostra prima cerimonia indù, molto suggestiva. Il terzo giorno di viaggio siamo andati a Malacca, partendo da KL con un bus locale (che per la cronaca sono belli e dotati di aria condizionata); ci vogliono due ore, noi siamo partiti con il bus delle 9 e tornati con quello delle 5, il tempo ci è bastato per visitare bene Malacca (che secondo noi è da vedere). A KL abbiamo alloggiato alla guest house number eight (www.Numbereight.Com), consigliata dalla Lonely. La posizione è ottima, e le camere sono carine.

Penisola: il giorno seguente abbiamo noleggiato una macchina a KL (già prenotata dall’Italia con AVIS), e ci siamo diretti a nord. Siamo passati attraverso la zona delle Cameron Highlands, e non ci siamo fermati a visitare le piantagioni di tè perché le avevamo già viste in Sri Lanka, e le prime fermate le abbiamo fatte nei dintorni di Ipoh (precisamente a sud, lungo la strada statale), a visitare templi scavati nella roccia. In un tempio, che ha delle raffigurazioni bellissime dentro le grotte, si può arrivare in cima alla roccia attraverso una serie di gradini. Abbiamo proseguito verso Kuala Kangsar, antica capitale dello stato e residenza del sultano; questa cittadina è piuttosto carina, si trova lungo un fiume e ha molti bei palazzi da vedere (in mezzo pomeriggio abbiamo comunque visto quanto c’era da vedere), e ci siamo fermati per la notte nell’unico albergo che avesse una camera libera. Il giorno seguente ci siamo diretti a Penang, e a Georgetown dove abbiamo pernottato in un albergo eccezionale, l’Eastern & Oriental Hotel, in stile coloniale britannico, con piscina sul mare e suite! Ne è valsa la pena, anche per il costo comunque contenuto rispetto ai nostri standard (160 euro la camera con le due colazioni). A Penang abbiamo fatto il giro dell’isola, visitato una piantagione di frutta tropicale, visto le spiagge, templi, la città di Georgetown. Il giorno successivo è stato più che altro di trasferimento sulla costa est della penisola, passando dalle strade di montagna del nord (i paesaggi meritano la faticata), e abbiamo pernottato a Khota Bharu, al Cristal Lodge (niente di particolare ma pulito). C’è qualche tempio buddista da visitare nei dintorni di Khota Bharu, molto difficili da trovare tuttavia, per le scarse indicazioni stradali

Mare: il giorno seguente siamo andati molto presto a Khota Besut per prendere il traghetto per le Pehrentian Islands, dove siamo stati 3 notti al Coral View Resort (prenotato dall’Italia con molto anticipo). Per quanto riguarda queste isole: sono molto belle, stile caraibico, con un barriera corallina discreta per fare snorkelling e belle spiagge bianche orlate di palme. Sappiate che il migliore resort delle isole è il Perhentian Island Resort, che rimane anche sulla spiaggia più bella, ma era già pieno a febbraio (per agosto); noi abbiamo “ripiegato” sul Coral View che è accanto, che è comunque molto carino e ha la barriera davanti alla spiaggia (dove si avvistano numerosi squali, tartarughe e pesci di ogni tipo). Gli altri resort non sono un granchè, e soprattutto sono situati in punti senza spiaggia o con una spiaggia bruttina (per cui comunque dovreste spostarvi). L’isola di Besar (quella dove si trovano i due resort più belli) si gira in un giorno, è molto bello fare il giro a piedi, con tanto di percorso all’interno della giungla, ci sono spiagge molto belle anche a sud dell'isola. Ci sono poi dei “water taxi” che vi portano in qualunque spiaggia o nelle isole vicino (che non sono però più belle di Besar e della spiaggia del Pehrentian).

Borneo - Sarawak: dopo i tre giorni di mare, siamo tornati a KL dove abbiamo lasciato la macchina in aeroporto e preso il volo Air Asia per Kuching, nel Sarawak (stato autonomo del borneo malese). Qui abbiamo alloggiato al Singghasana Lodge (che vi consigliamo assolutamente, soprattutto se prendete la stanza “honeymoon suite”), per le notti che abbiamo trascorso qui. Le escursioni che abbiamo fatto nei dintorni di Kuching (e che secondo noi sono assolutamente da non perdere) le abbiamo prenotate attraverso “Borneo Adventure”. Siamo stati al parco Bako in giornata da Kuching (bello davvero), e che vi consigliamo di fare con la guida perché conosce i percorsi (che non sono così chiaramente indicati, anzi sembrano fatti apposta per perdersi!) e soprattutto perché avvista gli animali meglio di chiunque! Portatevi il costume e l’asciugamano, così dopo qualche percorso di giungla (e di sauna) potete fare il bagno nelle spiagge del parco. Inoltre, abbiamo fatto l’escursione nelle longhouse Iban, di due giorni e una notte (trascorsa nella longhouse). Questa è stata una delle esperienze più belle del viaggio, in quanto abbiamo potuto vivere veramente con questa popolazione e capire i loro usi e costumi (pur nel limitato periodo di tempo a disposizione); infatti abbiamo cucinato con loro, cenato nella longhouse tutti insieme, poi dormito in una sorta di cuccetta con zanzariera nella stanza comune, e al mattino presto ci hanno portato nella foresta intorno per varie dimostrazioni con tiro con l'arco, e infine siamo andati al mercato a comprare frutta e verdura che serviva loro per cucinare.

Borneo – Sabah: dopo Kuching, è stata la volta di Kota Kinabalu, nel Sabah, che abbiamo raggiunto sempre in aereo con Air Asia. Il posto dove abbiamo alloggiato si chiama Step in Lodge, che non è assolutamente niente di speciale, ma è molto pulito e organizzano tutte le escursioni possibili e immaginabili nel Sabah. Noi abbiamo prenotato con loro la scalata al monte Kinabalu (tre giorni e due notti), in quanto con borneo adventure non c’era più posto. La scalata al monte non è assolutamente da prendere sottogamba, come abbiamo invece fatto noi leggendo la guida, perché si tratta di una vera e propria scalata, non una semplice escursione di trekking in montagna! Occorre andare organizzati con tutta l’attrezzatura del caso, e soprattutto allenati! Per noi è stata in assoluto la cosa più faticosa che abbiamo fatto nella vita, e anche se poi vedere l’alba da 4100 metri ripaga di tutto, vi assicuro che lungo la salita (tutta a gradoni o con corde), quando ci siamo beccati la pioggia che ci ha inzuppato tutti compresa la roba negli zaini, quando ci sembrava di non farcela mai per il fiatone da altitudine, o quando di notte è finita la batteria della torcia, abbiamo davvero pensato “ma chi ce l’ha fatto fare???”. D’altra parte, andando con bambini probabilmente non farete questa escursione e secondo noi non vale la pena andare al parco solo in giornata come fanno in tanti, ma piuttosto pensare ad altre escursioni alternative. A tal proposito suggerirei l’escursione al Kinabantang River dove si fanno safari diurni e notturni per avvistare gli animali (due notti/tre giorni è quella classica che abbiamo letto ovunque, e chi vi è stato ne è rimasto entusiasta). Altre informazioni raccolte “lungo la strada” che potrebbero essere utili: per fare mare, oltre alle isole che abbiamo visitato di persona, se siete interessati al genere atollo maldiviano andate a Lankayan nel Borneo, che potete abbinare all’escursione al Kinabatangan river. Delle isole di Sipadan e dintorni, nonostante siano così famose (soprattutto per le immersioni), ne abbiamo sentito parlare male, per la sporcizia, la povertà dei water villages, etc. Le visite ai vari centri di riabilitazione degli oranghi (sia a Kuching che al Semenggoh) sono state commentate piuttosto male, come zoo in effetti; in più non c’è nessuna garanzia di vederli.

Spero di avervi invogliato ad andare in Malesia e soprattutto in Borneo, un viaggio che i bambini sicuro apprezzeranno per gli elementi naturalistici, di animali e popolazione che come ovunque in Asia è molto ospitale e accogliente…

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