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Dopo tanto girar per monti tra le più svariate valli della nostra bella Italia quest'anno abbiamo deciso di tornare alle origini, trascorrendo la nostra immancabile vacanza estiva in montagna nella tanto amata Val di Fassa, nel Trentino nord-orientale. La meta e' a me molto cara, ci ho trascorso innumerevoli vacanze fin da piccola con i miei genitori e conservo dei bellissimi ricordi che riemergono nitidamente tutte le volte che decido di ritornare.

E quest'anno, spinti dalla voglia di  rivivere la valle in famiglia col nostro bimbo di 6 anni, siamo partiti con destinazione Vigo di Fassa e ancora una volta abbiamo avuto conferma che sia il posto migliore per chi, come noi, desidera trascorrere una vacanza attiva ma al contempo rilassante nelle Dolomiti, con la possibilità di praticare numerose attività, dalle semplici passeggiate a fondovalle, a camminate un po' più articolate fino ai sentieri più impegnativi.

Per i bambini le possibilità sono molte: tutte le località propongono spazi destinati a loro con giochi di montagna; anche in quota è facile trovare aree gioco attrezzate, e per i più sportivi non mancano i parchi avventura, i percorsi per mountain bike, l'arrampicata e il parapendio e infine numerosi laboratori mineralogici e ludico-didattici ed escursioni a tema per avvicinare i bimbi sia alla natura e al territorio che alle leggende ladine.

Viaggiando con bimbo al seguito ed essendo la meta già nota, abbiamo voluto provare una formula di soggiorno nuova per noi, il Family Hotel, ossia una struttura alberghiera specializzata nell'accoglienza di famiglie con bambini con servizi dedicati ai piccoli ospiti ma anche con spazi e tempi per i genitori affinché possano godersi qualche momento da soli. Dopo svariate ricerche su internet abbiamo scelto l'hotel La Grotta a Vigo e ne siamo rimasti entusiasti: ci siamo sentiti " a casa", sia come accoglienza che come attenzioni dedicate ai bimbi ma anche ai genitori in un ambiente piacevolmente informale, amichevole e di qualità.

Abbiamo optato per la mezza pensione, con giornate vissute in modo attivo uscendo al mattino per escursioni all'aria aperta  e rientrando in albergo nel tardo pomeriggio. 

La nostra prima escursione l’abbiamo fatta in Val San Nicolo’ e siamo stati fortunati perché proprio in quei giorni si celebrava l’ottava edizione della Festa Ta Mont che ci ha immersi, fin da subito, nell'atmosfera ladina: un appuntamento all'insegna della musica, della buona cucina e del folclore con le figure magiche delle antiche leggende che ci hanno accompagnato alla scoperta delle tradizioni più pittoresche della cultura trentina. E quest'anno all'accoglienza festosa si è unita la commemorazione della Grande Guerra che, esattamente 100 anni fa, ha avuto su queste montagne il suo drammatico svolgimento, con la messa in scena di percorsi fotografici e artistici, spettacoli e momenti di riflessione per non dimenticare le storie di chi ha vissuto quei momenti terribili. Noi abbiamo deciso di raggiungere la valle a piedi da Pozza di Fassa in un'ora abbondante di cammino in salita. All'arrivo Alessio scalpitava, ad attenderci un percorso di 2 km con numerosissime iniziative pensate per il divertimento dei bambini: la discesa in teleferica, il giro a cavallo, il laboratorio per realizzare con la lana fiori e oggetti artigianali, la ricostruzione degli ambienti faunistici della Val di Fassa, lo sci d'erba, la slackline per cimentarsi in prove di equilibrismo, il percorso sensoriale per scoprire il mondo montano e tanti tanti giocattoli, antichi e sconosciuti,  che destano molto la curiosità nei bimbi moderni di oggi. 

Dalla Val San Nicolo’ partono sentieri che offrono passeggiate per tutti i gusti, dalle piu’impegnative, verso il passo San Nicolo’ e la Val Contrin, alle più facili, tra le quali, con i bambini,  non si puo’ mancare quella che conduce, in circa 45 minuti, alle cascate in un bellissimo contesto di prati fioriti e masi di legno , mentre sullo sfondo svettano la cresta rocciosa di Costabella, la cima Uomo e la sagoma triangolare del Col Ombert .

Una vacanza in Val di Fassa non può non includere l'escursione al Fuciade, un classico fatto e rifatto ma sempre entusiasmante per tutti, grandi e piccoli, fattibile anche col passeggino. Da Moena si prosegue per  il Passo San Pellegrino, dove si posteggia l'auto, e da lì un comodo sterrato conduce in un'oretta al rifugio. Il percorso è molto vario, inizia nel bosco all'ombra di  pini, abeti e larici profumati per poi aprirsi in un'ampia conca verde con pascoli e prati fioriti in un contesto fiabesco punteggiato di masi e antichi fienili in legno con panorami eccezionali sulle Dolomiti fassane e bellunesi. All'arrivo l'accoglienza è superlativa con distese immense di  prati su cui godersi  un bel pic-nic mentre i bimbi possono giocare liberi sotto la supervisione delle maestose vette del gruppo di Cima Uomo. 

Soggiornando a Vigo di Fassa, non potevamo farci mancare la salita con la funivia al Ciampedie'. Il nome già la la dice tutta, " il campo di Dio", una balconata panoramica eccezionale sui gruppi del Sassolungo, del Sella, della Marmolada, sulla cresta del Costabella, sul Buffaure, il Latemar, fino alle pale di San Martino e al Lagorai.... Le ineguagliabili Dolomiti, riconosciute dall'Unesco patrimonio naturale dell'umanità. All'arrivo della funivia i bambini hanno svariate possibilità di divertimento al parco giochi e, da quest'anno, con la novità dell'estate, la Fly-line, un percorso aereo  ancorato agli alberi in cui si scende sospesi nel bosco con una comoda imbragatura per circa un chilometro. E dopo questa bella avventura i bimbi, entusiasti, saranno pronti per una bella escursione lungo uno dei tre sentieri tematici: il "sentiero delle leggende", quello "della tana dello scoiattolo" e infine quello " della foresta". Noi abbiamo scelto quest'ultimo, un percorso illustrativo sulla natura di alta montagna che in circa un'oretta di cammino ci ha condotto alla rigogliosa piana dove sorge il Rifugio Gardeccia con un panorama mozzafiato sulla valle del Vajolet e sul gruppo del Catinaccio. Da qui partono escursioni più impegnative in un contesto roccioso di alta montagna che conducono al rifugio Principe e allo spettacolare e a me tanto caro Lago d'Antermoia ma per quest'ultimo dobbiamo aspettare, magari qualche anno, perché il tragitto e' molto lungo e faticoso e strafare con bimbo al seguito avrebbe significato pregiudicare la nostra splendida giornata in famiglia.

Un'altra bellissima escursione l'abbiamo fatta sulla Vieil del Pan, questa volta in coppia perché Alessio ha deciso di partecipare all'appuntamento "Alla ricerca della Marmotte" organizzato dall'hotel per i soli bambini che hanno trascorso un'intera giornata in Val Monzoni accompagnati da una guida naturalistica che ha spiegato loro i segreti del bosco e degli animali che lo abitano,  facendoli entusiasmare con l'avvistamento di marmotte e camosci e divertire con l'accensione del fuoco nell'assoluto rispetto della montagna. E così, approfittando della giornata tutta per noi, abbiamo deciso di percorrere, partendo da Passo Pordoi, dove abbiamo posteggiato l'auto, la Viel del Pan un sentiero che offre un panorama eccezionale a 360 gradi sul Pordoi, il Sella, il Sassolungo per lasciare poi spazio, cammin facendo, alla regina delle Dolomiti, la Marmolada, e al sottostante Lago Fedaia. La vista è spettacolare e, via via che si procede verso il rifugio, il ghiacciaio si fa più vicino e regala uno dei panorami più spettacolari di tutto il Trentino.

E al ritorno non potevamo farci scappare la salita in funivia sul mitico Sasso Pordoi, a 2950 metri di altitudine, per godere, tra pietre e sassi emersi dal mare milioni di anni fa, di un paesaggio lunare che lascia senza fiato, con le cime dolomitiche uniche al mondo che svettano straordinariamente vicine e che trasportano in un'altra dimensione, di pace assoluta fuori da ogni tempo. 

E dopo il Pordoi e' stata la volta del Passo Sella, crocevia tra la Val di Fassa e la Val Gardena, dove, posteggiata l’auto, abbiamo attraversato la Città dei sassi, così chiamata perché cosparsa di grossi blocchi di dolomia originati, in tempi immemori, da una grande frana. Molti di questi, i più grandi, sono stati attrezzati per l'arrampicata divenendo una grande palestra naturale. L'escursione e' ideale per una passeggiata in famiglia ai piedi di una delle pareti più suggestive delle Dolomiti, la parte nord-est del Sassolungo che accompagna tutto il percorso fino al Rifugio Comici, a quota 2150 metri. 

Lungo il percorso, tabelle in legno "raccontano" la fauna locale: marmotte, lepri bianche, camosci, l'aquila reale, la volpe rossa con le immancabili simpatiche mucche che si mettono in posa per essere fotografate. All'arrivo i bimbi possono scatenarsi sul lunghissimo scivolo verde, mentre i genitori si rilassano sui prati circostanti stendendosi al sole sui tappetini messi a disposizione per gli ospiti, si rifocillano con un bel pranzo al rifugio o con una golosa fetta di strudel per una merenda.

E per aggiungere una ventata di novità al nostro soggiorno abbiamo deciso di intraprendere un'escursione in Alpe Lusia, che non conoscevamo. Posteggiata l'auto in località Ronchi, poco sopra Moena, siamo saliti sul primo troncone di ovovia raggiungendo lo chalet Valbona da cui, con un secondo impianto, siamo arrivati a Le Cune. Il panorama e' impagabile: da un lato  è possibile ammirare la bassa Val di Fassail Latemar, la catena del Catinaccio, e la catena dei Monzoni; dall'altro l’Alpe di Lusia, la catena del Lagorai, le Pale di San Martino e tutta l’area del Parco Naturale di Paneveggio.

Da qui partono meravigliose escursioni dai 2200 metri del rifugio ai 2745 metri di Cima Bocche, attraversando i caratteristici Laghi di Lusia a 2400 metri fino ad arrivare al Lago di Bocche anch’esso a circa 2300 metri, in un'area disseminata di segni dei combattimenti della prima guerra mondiale, di ruderi di baracche, grotte e rifugi sotterranei. I sentieri corrono lungo trincee fra muri a secco e resti di fortificazioni che costituivano la linea di difesa austriaca durante la prima guerra mondiale. Al ritorno decidiamo di scendere a piedi transitando per il rifugio Passo Lusia e proseguendo in un bosco profumato fino a raggiungere La Rezila per  un'ottima merenda in una baita fiabesca con un giardino incantevole per far giocare bimbi.

E infine, a completamento delle giornate trascorse scarpinando,  un giro nella bella Moena dove fare shopping comprando souvenirs e specialità culinarie locali, una partita al minigolf di Vigo o al parco avventura di Pera, una passeggiata a Canazei con sosta nel bel parco giochi e, se avanza una mezza giornata, un giro al Parco di Paneveggio in Val di Fiemme dove si possono ammirare i cervi e fare belle passeggiate nel bosco.

E così fra un'escursione e l'altra, con tante emozioni e molto entusiasmo,  il tempo e' volato. Siamo rientrati passando, come da tradizione, per il lago di Carezza che con i suoi colori e le vette delle montagne che si specchiano nelle sue splendide acque ci ha regalato una bellissima cartolina, addolcendo quel po’ di tristezza che sempre emerge a fine vacanza e rinvigorendo, caso mai ce ne fosse bisogno, la nostra voglia di tornare. A presto Val di Fassa!!!!

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