GlobeTrottingKids

L’11 agosto 2012 partiamo per il nostro viaggio itinerante in Islanda! Aurora aveva poco più di un anno e volendo ancora rimanere nel primo mondo e abbastanza vicini, abbiamo deciso di andare in Islanda per vedere una terra speciale con panorami tra i più vari al mondo, girandola tutta in fuoristrada… Ci siamo divertiti moltissimo e abbiamo visto un Paese stupendo che consigliamo a tutti!

Trovate tutte le informazioni generali riguardanti voli, alloggi, fuoristrada, cibo e altro nel mio altro post Come Organizzare un Viaggio in Islanda in Estate: Tutti i Consigli Pratici!

 

Diario di viaggio in Islanda:

Giorno 1) Arrivati a Reykjavík, il primo giorno facciamo il giro del Circolo d'oro... Pingvellir, Gullfoss e Geysir.

Pingvellir e' il primo parco istituito in Islanda, ovviamente Patrimonio dell'umanita UNESCO, si trova a una cinquantina di km da Reikiavik. Ci e' piaciuto molto per il bellissimo paesaggio, racchiude parte della spaccatura che divide la placca europea da quella nordamericana, e si cammina in mezzo, guardando le rocce nere del canyon e camminando sulla sabbia nera... Una bandiera e' piantata nel punto in cui e' sorto il primo parlamento democratico del mondo, ad opera dei vichinghi, intorno all'800. Camminando in tutta la zona si vede anche una chiesetta, la prima cristiana d'Islanda, il fiume Oaxara' e le cascate. Abbiamo trascorso li' la mattinata, con aurora nello zaino.

Dopo aver mangiato dei panini, siamo andati verso Geysir, a circa 45 km dal parco. Geysir e' un'area geotermale con alcune pozze calde e due geyser, il piu' antico e' appunto Geysir, adesso quasi inattivo per via delle pietre che ci sono state buttate dai turisti (!), e Strokkur, il quale ci ha dato molta soddisfazione facendo vari getti mentre eravamo li'. Gullfoss e' invece la cascata più famosa d'Islanda, un doppio salto nel canyon che si può ammirare anche da molto vicino, ovviamente bagnandosi parecchio...

Giorno 2) Un altro giorno l’abbiamo dedicato alla scoperta della penisola di Reykjanes...

Iniziamo con parco a sud ovest di Reykjavík, a circa 40 km, e ci fermiamo in vari punti. Il lago e' la prima tappa, facciamo una passeggiata in cima alle falesie, dalle quali si possono ammirare le spiagge nere, i faraglioni anch'essi di pietra lavica ricoperti di muschio ed erba verdissima. E' un panorama surreale, molto bello. Poco più a sud del lago, si trova l'area geotermale di Seltun, anche qui passeggiamo sui pontili di legno in mezzo alle coloratissime pozze, e facciamo una bella arrampicata in alto per guardare meglio il panorama intorno e altre pozze ribollenti gas.

Dopo un pranzo a base di sandwich comprati al mattino, andiamo a sud sulle scogliere nere sul mare, anche qui un posto surreale, siamo soli in mezzo a migliaia di uccelli che volano e poi si appoggiano sulle scogliere a strapiombo sul mare, siamo molto in alto e guardare giù fa una strana impressione.

Proseguendo verso ovest attraversiamo l'unico centro abitato della costa, Grindavik, sperando in una sosta caffè per riscaldarci, ma oltre al porto non c'è davvero nulla, e proseguiamo... Andiamo a vedere la mitica Laguna Blu, una spa nella centrale geotermica in mezzo ai campi di lava! Non entriamo perché non sappiamo le reazioni della bimba e vogliamo prima provare le hot tubes che avremo nei successivi cottages, se ad aurora piacera' avremo tempo di tornarci il giorno prima di partire!

Facciamo altre tappe lungo l'itinerario, sul promontorio della penisola ci sono altre pozze coloratissime che ci scaldano con il loro gas, altre scogliere con faraglioni e un'isoletta di fronte piena di uccelli, e il faro, immancabile. In tutta l'area un sacco di centrali geotermiche, l'Islanda e' autosufficiente per l'energia elettrica, si nota. Passando per strada vediamo (e fotografiamo) il ponte tra i due continenti, quello europeo e quello americano, la vecchia base militare usa, e poi siamo dalle parti dell'aeroporto dove una superstrada ci riporta in città. Facciamo sosta al supermercato, di solito ci piace guardare le varie cose locali, ma qui c'è poca soddisfazione, il posto e' enorme ma le cose sparse, ci compriamo patatine e birra quasi analcolica per aperitivo (anche qui gli alcolici sono venduti solo in posti appositi), delle zuppe Campell's e del pane e formaggio per una cena di emergenza, e poco altro... Non troviamo niente di tipico... Anche i ristoranti sono tutti stranieri, stasera ci mangiamo una pita con felafel e kebab vegetariano in un posticino carino in centro.

Come passeggiata serale andiamo a vedere la chiesa di Reykjavík, una roba iper moderna che sembra una costruzione sovietica, tutta grigia dentro e fuori, e per salire al campanile c'è pure l'ascensore! Meglio per noi che possiamo salire con il passeggino, e vediamo la città dall'alto, per quanto non sia nulla di entusiasmante.

Giorno 3) Dopo Reykjavík partiamo con la nostra mitica Jeep Gimny verso nord!

La destinazione di oggi e la penisola di Snaefellsness, e ci arriviamo attraverso un tratto della 1 e poi della 54, passando attraverso paesaggi desolati ma affascinanti, con vulcani sullo sfondo. Ci fermiamo per pranzo presso una scuola, che durante le vacanze estive e' convertita in albergo (piuttosto squallido), mangiamo i nostri panetti mentre Aurora gioca con un cagnolino. Arriviamo nella penisola e per prima cosa facciamo una sosta nella baia di Budavik, lasciamo la macchina presso la chiesetta nera e ce andiamo sulla spiaggia, che sembra una delle nostre non fosse per le pietre nere vulcaniche che la circondano... Aurora vorrebbe buttarsi in mare ma la fermiamo in tempo!

Dopo andiamo ad Arnarstapi, un villaggio carino di villette estive, che ha una bellissima passeggiata sul mare. Con la nana nello zaino, ne percorriamo un bel pezzo, nel frattempo e' uscito il sole e in maglietta si sta benissimo! Che belle queste formazioni rocciose...

E adesso... La prima pista in fuoristrada, e' l'ora di provare il suzukino! Percorriamo la F570 (le F sono le piste percorribili solo con 4 ruote motrici), per arrivare vicino al ghiacciaio Snaefellsjokull, attrazione principale della penisola, dove si dice che Verne ambiento' il suo "viaggio al centro della terra". Ci fermiamo vicino al ghiacciaio e dopo esserci imbacuccati camminiamo fino ad arrivarci vicino... Che bello il contrasto tra il ghiaccio e la pietra nera del vulcano, e che bello girarsi e vedere il mare vicino al quale eravamo a passeggiare un attimo prima! Inutile dire che le fotografie si sprecano...

Continuo io la pista divertendomi a guidare, e arriviamo poi sulla costa nord della penisola e poi andiamo a Grundarfiordur, carinissima cittadina in una posizione molto bella su un fiordo, dove mangiamo (pesce fritto e pizza, no comment...). Si sta benissimo a riusciamo a stare all'aperto, il sole alle 8 passate e' ancora alto in cielo! Verso le 9 siamo tutti a letto nella nostra super camerona dell'hotel Olafsvik, nella cittadina omonima lungo la costa.

Giorno 4) Dedichiamo un altro giorno alla penisola, andiamo a fare il giro dell'estremita' verso ovest. Ci sono molti posticini in cui fermarsi, segnalati sulla guida e per la strada; in particolare, la spiaggia "caraibica" di Starosvik, la passeggiata alla caldera del vulcano Vatnsborg (2 km dal parcheggio in mezzo ai campi di lava... Ma me vale la pena, il paesaggio e' davvero bello), le scogliere a Overdanes, dove ci fermiamo a pranzare, il cono di Saxholl... Infine, un posto davvero magico e' Djupalon; dal parcheggio in fondo alla strada si puo' andare giu' nella spiaggia nera, molto grande, dove vi sono ancora i resti di una nave inglese naufragata, e i massi di vario peso che servivano a valutare l'idoneita' degli aspiranti marinai... Una seconda passeggiata porta invece verso sud, sopra le scogliere, da cui si vede la spiaggia dall'alto e i faraglioni neri, un panorama spettacolare! Tutti i posti che abbiamo visto oggi avevano inoltre come sfondo sempre il vulcano ghiacciaio di Snaefellsness, protagonista assoluto della penisola... E sempre negli sfondi delle fotografie!

A questo punto sulla via del ritorno ci meritiamo una sosta merenda in una caffetteria a Hellnar, per un bel te caldo ( il punch non ce l'avevano) e una fetta di torta... Dopo rifacciamo la pista di ieri che costeggia il ghiacciaio per ritornare sulla costa nord. Arriviamo a Stikkisholmur, cittadina carina in cima ad un promontorio, dove ci informiamo di possibili tour in barca nella baia per il giorno successivo (ci segnalano la gita di due ore della Seatours che si chiama Unique tour) e poi mangiamo zuppa di pesce e pasticcio di pesce islandese in un posto carino li' in porto...

Giorno 5) Da Olafsvik ci dirigiamo ad Akureyri, facendo alcune tappe. La prima in una fattoria caseificio lungo la strada, a Epstadir, dove facciamo vedere gli animali ad Aurora e tutti quanti ci mangiamo il loro gelato, che sembra burro freddo talmente e' grasso!

Ripartiamo e ci aspetta una pista troppo figa in fuoristrada, con guadi, nebbiolina, incontri ravvicinati con cavalli... Ad un certo punto non sappiamo dove prosegue la strada, siamo in mezzo al fiume con massi enormi davanti a noi, Pier scende in mezzo alla pioggerellina per darmi indicazioni, e in quel momento Aurora inizia a lamentarsi "mamma mammaaaaa" e caccia tutto il gelato... Aaaaaargh....

Finalmente termina la pista che sbuca sulla 1, e ci fermiamo in una stazione di servizio a cambiarci e rifocillarci!

Proseguiamo e il tempo continua ad essere inclemente, guido in mezzo alla nebbia per un bel po' , poi con un colpo di genio decidiamo di fare una deviazione e guidare lungo tutta la costa dello Skagafiordur per poi arrivare ad Akureyri da nord e pensando che lungo il mare non ci fosse nebbia, e invece... Non si e' visto nulla dello Skagafiordur, in compenso rischiamo di rimanere senza benzina! Ci fermiamo sulla punta della penisola, a Siglufiordur, e mangiamo aringhe (bleah) con tutte le salse... Dopo km e km di tunnel, sbuchiamo a Olafsfiordur, che dovrebbe essere una bella cittadina se solo la vedessimo, e infine arriviamo nella nostra guest house, proprio sul mare a pochi km a nord di Akureyri. E' veramente molto carina, con cavalli, tanto verde intorno, uno spazio comune per rilassarsi e un buon ristorante... Si chiama Skjardavik.

Giorno 6) Il giorno successivo andiamo a Husavik e facciamo la gita in barca con avvistamento balene e delfini, ma la nana patisce e per gran parte delle tre ore di gita in mare ci urla di tutto, o almeno così la interpretiamo noi!

La gita in realtà e' bella, si parte dalla cittadina di Husavik, in una bellissima posizione nella baia, e si va ad avvistare balene... Per primi vediamo i delfini, e poi balene, di cui vediamo gli sbuffi, poi il dorso affiorare dall'acqua e infine la coda. Al termine della giornata torniamo alla nostra guest house e mangiamo li' in relax, quando Aurora si addormenta andiamo nella living room a berci una berretta e a pianificare i prossimi giretti...

Giorno 7) Oggi finalmente la gita sul lago Mivatn... Seguiamo le indicazioni della lonely e ci fermiamo in diversi punti a fare camminate. Il lato orientale del lago e' molto bello; facciamo una camminata di poco più di 2 km (giro della chiesa, chiamato così perché alla sua estremità si trova una formazione di roccia che ricorda l'ogiva di una chiesa gotica), in mezzo a formazioni rocciose nere, sullo sfondo di un bellissimo panorama a Dimmuborgir, poi saliamo sul cratere del Hverfell (breve ma impegnativa salita per via del vento), vediamo una grotta con l'acqua geotermale dove un tempo facevano i bagni, e poi ci dirigiamo verso il Krafla... Ci fermiamo a camminare nella zona di Herir, una esplosione di colori, pozze ribollenti fango, soffioni di vapore, insomma bellissima!!

Andiamo nella zona del Krafla, dove vi sono altri siti interessanti... In particolare il cratere con il lago dentro, e una centrale geotermica dove un centro visitatori ne spiega il funzionamento. Dopo, esausti e infreddoliti, andiamo a riposarci e fare merenda alla caffetteria dei bagni termali del Mivatn (una laguna blu del nord).

Giorno 8) Ancora un giorno di super escursione in fuoristrada... Guardando le varie cartine a disposizione, decidiamo di tentare la gita nell'interno che sembra più alla nostra portata. Facciamo provviste ad Akureyri, oltre al pieno di benzina, e proseguiamo sulla 821, che per un po' e' asfaltata (finche' ci sono case), e dopo diventa una F821, ossia percorribile solo con 4x4.

Infatti spariscono le case, per un po' si vedono ancora pecore pascolare, dopo poco neanche più quelle! Invece il paesaggio cambia continuamente, così come la strada...

All'inizio ci inoltriamo in una valle, con il fiume da guadare varie volte, poi ci inerpichiamo su per varie salite decisamente difficoltose anche per il nostro Suzukino, per arrivare ad altopiani verdeggianti, e infine diventa un paesaggio lunare, quando la strada migliora. Ci fermiamo a fare tante foto, e a lasciare che la babbana scorrazzi in libertà e faccia amicizia con le pecore (la parola di oggi è "beeee")... Siamo straniti al passaggio dal verde della valle e degli altopiani, con vari fiumi e cascate che vengono giù dai monti, a questo paesaggio veramente desolato e desertico, così come ci immaginiamo la luna. Non c'e' da stupirsi che gli astronauti americani siano venuti ad esercitarsi qui prima dell'allunaggio! Tra l'altro, sullo sfondo si vedono ghiacciai molto estesi, e monti. Vediamo l'indicazione per il rifugio Laugafell, e la seguiamo, per mangiare al chiuso visto il ventaccio che tira qui sopra. Il rifugio consta di tre piccolissime casette di legno, che hanno dei bagni, dei materassi in terra e una micro cucina, dove ci fanno stare a consumare il nostro pranzo al sacco. Fuori c'è anche una piscinetta calda di acqua geotermale, molto invitante.

Dopo la sosta, che ci voleva data la lunga traversata in macchina che ci ha abbastanza provati, ritorniamo verso nord, seguendo pero' un'altra strada, la F881 e poi la F26. Decisamente migliori della precedente, le strade sono di nuovo a paesaggio lunare e desolato, finche la F26 corre lungo un fiume in un canyon, molto spettacolare! Dopo tanti km, arriviamo alle cascate di Adjerfoss, che sono le più belle finora viste, soprattutto per lo sfondo paesaggistico e le strane rocce che la circondano... Dopo la strada diventa una statale normale, non asfaltata ma percorribile da tutti, e andiamo veloci a fondo valle verso il primo caffè che incontriamo, sulla 1, a farci una sana merenda... Ultima visita di oggi, le cascate Godafoss, anche queste molto belle, doppia cascata con tanta acqua, ma forse un po' meno spettacolari delle precedenti. Finalmente di ritorno alla Guest House, dopo la giornata impegnativa ma soddisfacente, facciamo un po' correre Aurora tra cani cavalli e galline, e poi cena sempre li, visto che abbiamo sempre mangiato benissimo, e anche stasera non ci delude.

Siamo tutti stanchi stasera... E domani purtroppo lasceremo questo mitico posto in cui ci siamo trovati meravigliosamente!

Giorno 9) Il giorno seguente andiamo a visitare il parco del Vatnajokull nord, che fa parte della grande riserva del ghiacciaio Vatnajokull. Iniziamo da Asbirgy, dove un'eruzione ha formato un grosso canyon, in mezzo al quale andiamo in macchina per un tratto. Poi con brevi camminate arriviamo in fondo al canyon, dove vi sono lago e cascate... Molto bello, e l'unico posto dove abbiamo visto alberi in Islanda, sembra che il canyon protegga la zona dalle intemperie e dalle capre!

Proseguendo su uno sterrato che attraversa il parco, ci fermiamo a Vestuladur, per un'altra camminata di un'oretta ad ammirare le spettacolari formazioni di basalto lungo il fiume, tra cui una che ricorda un gigantesco troll e la solita chiesa...

Infine andiamo nella zona sud del parco, alle cascate di Sellfoss e Dettifoss. Sono belle ma secondo me meno spettacolari di altre già viste. Comunque vale la pena fare la camminata lungo le rocce.

Andiamo alla guest house vicino Husavik a dormire, si chiama Radaskryia, in mezzo al nulla e molto carina, ci danno una bella camera con bagno in una costruzione separata, nonostante avessimo prenotato una con bagno in comune... Unico neo il ristorante lentissimo e la presenza di tanti nostri connazionali, milanesi per di più! Da ricordare la nonna vichinga nostra vicina di stanza, che viaggiava su un super BMW giallo 1250 di cilindrata.... Mitica!

Giorno 10) Il giorno successivo ripartiamo verso i fiordi orientali... Ripassando dal lago Mivatn ci fermiamo di nuovo a fare un giretto tra le pozze geotermali di Hverir, sempre spettacolari!

Percorriamo un po' di strada principale verso est, e facciamo una deviazione verso sud alla fattoria più sperduta d'Islanda, a Modrudalatur... Il nome e' tutto un programma! Da qui organizzano escursioni in super jeep nell'interno, fanno ristorante e hanno una guest house. Noi ci fermiamo per pranzo, e mangiamo un toast visto che e' l'unica cosa salata che hanno che non siano pezzi di agnello o altri animali! Dopo proviamo una love ball, genere ciambella fritta ma rotonda appunto, niente di che, solo pesantissima!! L'atmosfera e' un po' rovinata dal solito bus turistico che si ferma per mangiare durante un'escursione.

Ripartiamo sempre in mezzo al nulla, e andiamo verso un tempo sempre peggiore, in piena nebbia e pioggerellina... Andiamo nel fiordo teoricamente più carino secondo la guida, a Seidisfiordur, ma anche qui non si vede nulla e così nonostante sia presto, decidiamo di andare direttamente al fiordo dove abbiamo prenotato una stanza per due notti, a Reidarfiordur. Qui ho prenotato, tramite il sito Airbnb, una stanza in casa di una coppia. La casetta e' proprio fronte fiordo, la coppia simpatica e un po' strampalata... Lui islandese ex pescatore professionista, adesso operaio in fonderia, e lei costaricana, trasferitasi qui per amore ormai anni fa, dopo essersi conosciuti su internet! E la domanda sorge spontanea: come mai e' venuta lei qui e non si e' trasferito lui in costa rica?? Comunque sono forti, molto simpatici, gli piacciono i bambini, e hanno due gatti con cui Aurora gioca. La nostra camera e' un po' piccina, e poi che dire della casa... Avrebbe bisogno di parecchia manutenzione!! Stasera Marcela ci prepara una cenetta a base di risotto gamberi e funghi, molto buono... Poi Husky va a lavorare la notte in fonderia, e noi ci rilassiamo un po' fuori dal patio fumando e bevendo la grappa locale, islandese.

Giorno 11) Ci svegliamo con lo stesso tempo di ieri... Veramente deprimente... Anziché andare per fiordi, che tanto non si vedrebbero, ce ne andiamo verso il lago Lagarfiot, attraverso una pista che dal nostro fiordo va direttamente li. Poi ci dirigiamo verso le montagne, e facciamo la 910, che diventa F910, e poi la F909, in direzione Snaefell. Non possiamo andare ad Askia a quanto pare (anche ieri i nostri amici islandesi ci hanno detto che era impossibile andare in giornata con il nostro Suzukino, per di più da soli), ma almeno vorremmo arrivare al ghiacciaio Vatnajokull da nord.

La pista e' percorribile, anche panoramica e diversa da quelle percorse finora. Questa e' verde fluorescente dai licheni, su tutti i lati, che fanno contrasto con i monti e le rocce nere... Ci sono fiumi da guadare e alcuni pezzi di pista da fare con calma perché pietrosi, ma nel complesso ce la caviamo bene e ci divertiamo! Ci fermiamo in un rifugio vicinissimo allo Snaefell a mangiare i nostri panetti, e poi andiamo fino in fondo alla strada che si ferma proprio di fronte al ghiacciaio.... Peccato che non si veda nulla per via della nebbia!!! Aaargh! Facciamo due passi verso il ghiacciaio, nel gelo polare e con Aurora in braccio, sperando di intravedere qualcosa, ma nulla di nulla... Solo nebbia e vagamente del ghiaccio di fronte che si confonde con il grigio di tutto il resto... Peccato... Ma come dice Pier, il viaggio valeva la pena... Ah, dimenticavo che lungo la pista abbiamo incontrato un gruppo di ciclisti che si sono fatti il nostro percorso in bici, compresi i guadi e salite e discese con i pietroni!

Torniamo indietro rifacendo la strada lungo lago, e poi dopo una breve sosta a Egilstadir, torniamo a casa dei nostri amici islandesi, che ci cucinano un ottimo pesce (maccarel), pescato in giornata da lui! Dopo cena Husky esce di nuovo a pescare e Pier lo segue, vanno sulla barchetta qui di fronte lungo il fiordo, ma tornano con un solo pesciolino... Pero' Pier e' contento, si sente molto soddisfatto! In effetti e' stato bello poter vivere un paio di giorni con loro, sono talmente gentili e simpatici con noi. Dopo il rientro mangiamo la torta che abbiamo portato loro, comprata oggi in un supermercato, e chiacchieriamo fino a tardi in cucina come vecchi amici...

Giorno 12) La mattina successiva va per le lunghe con gli addii... Tra solita colazione sontuosa, preparativi e fotografie, partiamo che sono quasi le undici!

Percorriamo tutti i fiordi verso sud, uno più bello e panoramico dell'altro, ci fermiamo a visitare il museo delle pietre, di Petra, una islandese che ha raccolto un'incredibile quantità di pietre, tutte islandesi, che adesso sono esposte nella sua vecchia casa e giardino. A me piace, e compro una pietra che mi manca. Proseguiamo lungo i fiordi purtroppo senza avvistare i famosi pulcinella di mare, o puffins, che vorrei vedere ma che probabilmente sono già migrati altrove... Quando Aurorina si sveglia ci fermiamo in un'area picnic per mangiare e farla sgambettare felice nel verde, poi andiamo verso Hofn, dove vogliamo fare la prossima sosta. E in effetti vale assolutamente la pena! Passeggiamo lungo il mare ammirando il ghiacciaio Vatnajokull da ogni lato, uno spettacolo! Poi sosta ristoratrice in un bar, e di nuovo via verso tutti questi spettacoli naturali... Mi fermo ogni tanto per qualche fotografia, ma sarebbe tutto da fotografare questo panorama del sud, ci stupisce ogni angolo! I prossimi giorni avremo il tempo di esplorarlo bene, adesso e' tardi e andiamo al paese dove faremo tappa, ha nome lunghissimo e impronunciabile, i locali lo abbreviano in Klaustur. Ci fermiamo a cena nel posto in del paese, che poi e' un normale locale dove servono pizza, hamburgers e altre schifezze genere pesce fritto, ma siccome l'unica alternativa e' la stazione di servizio, il posto e' pieno!

Dopo cena andiamo al nostro cottage, sperso nel nulla di fronte ad un laghetto, ma troppo fico, tutto in legno e carinissimo, un intero piccolo cottage islandese tutto per noi!! Anche questo trovato tramite Airbnb, e' di una famiglia di Reykjavík che lo usa per le vacanze, infatti e' pieno delle loro cose, non e' la tipica casetta da affittare... Purtroppo per loro, perché Aurora gli sta pian piano smontando la casa, con la sua solita delicatezza!

Giorno 13) Oggi e' la giornata dedicata al ghiaccio... Torniamo verso Hofn per un pezzo per imboccare la pista F985 che sale per 16 km ad un rifugio sul ghiacciaio, una strada meravigliosa che ci regala delle viste mozzafiato sul ghiacciaio, come non ne avevo mai viste! Ci fermiamo in vari punti lungo la strada, e poi su al rifugio per pranzo, e ancora oltre fino in cima alla pista percorribile, finche' non tocchiamo il ghiaccio, e li' scendiamo e ammiriamo l'estensione di una parte del Vatnajokull davanti a noi.

Riscendiamo dalla stessa pista e torniamo indietro, fermandoci alla laguna con gli iceberg di Jekursalon... Anche qui una roba mai vista, una laguna con gli iceberg che si staccano dal ghiacciaio e che vanno pian piano alla deriva in mare... Facciamo un bel giro a piedi per la laguna, e poi ci spostiamo dall'altro lato della strada, sulla spiaggia nera, dove numerosi iceberg si sono arenati sulla riva e altri vanno in mare... Tra questi, vediamo le foche!! Che bello, siamo emozionati! Faccio ancora un sacco di foto ai ghiacci, e sono in buona compagnia visto che c'e' un gruppo di fotografi americani venuti apposta in Islanda a fare fotografie...

Dopo, altra sosta alla meno famosa laguna successiva di Breidaburdur, alla quale si arriva con un breve sterrato dalla 1, con molta meno gente rispetto alla precedente ma altrettanto suggestiva.

Tornando verso casa, ripassiamo ancora dalla nera e desolata zona dei Sandur, distese completamente aride e nere dalle eruzioni vulcaniche... Fanno impressione, anche da google guardando la mappa del paese si nota questa grande macchia nera attraversata dalla Ring Road a sud ovest, ed e' impressionante passarci in mezzo. Sono distese desertiche nere, dove in alcuni punti sono cresciuti sparuti ciuffi erbosi. Ci fermiamo un attimo e Pier sale su una specie di monumento fatto con gli argini dei fiumi, grandi barre di metallo, portate letteralmente via dall'avanzare dei Sandur.

Torniamo verso il nostro paesino, e questa volta andiamo a fare la spesa per cucinarci pasta e salmone a casa!

Giorno 14) Il giorno successivo andiamo allo Skaftafell, il parco del Vatnajokull sud, che rimane a tre quarti d'ora di strada da dove siamo... Sulla strada attraversiamo di nuovo i Sandur, e facciamo varie piste brevi per andarci dentro e vederli meglio.

Allo Skaftafell, facciamo prima la passeggiata in piano verso il ghiacciaio, abbastanza deludente, sarà che ormai di ghiacciai ne abbiamo visti tanti e di molto più belli ed emozionanti... Dopo una bella sosta al caffè, e la visione del cataclisma avvenuto nel 1996, in seguito all'eruzione di un vulcano sotto al ghiacciaio, andiamo alla famosa cascata Svartifoss, resa famosa dalle numerose fotografie. E' una cascata che scende in mezzo alle colonne di basalto, che sembrano sculture, ci si arriva con un sentiero di circa tre quarti d'ora, e si arriva proprio a ridosso della cascata... Veramente bella, peccato il solito tempo islandese che non perdona e anche oggi ci becchiamo la solita pioggerellina infida!

Ritorniamo al caffè carino di Klaustur per una piccola merenda (un fettone di torta a testa) e visto che e' ancora presto facciamo un pezzo della pista F206 verso il vulcano Laki, che parte vicino alla nostra casa. Questa volta la pista non ci piace particolarmente, e il panorama e' un susseguirsi di verdi altopiani con pecore, ed e' parecchio lunga; l'unico punto che ci da davvero soddisfazione e' un guado serio di un fiume piuttosto pienotto... Ci divertiamo a farlo con Pier alla guida, mentre al rientro guido io!

Stasera ce ne stiamo tranquilli a casetta, mentre alla laguna degli iceberg ci sarà uno spettacolo pirotecnico tra le 11 e mezzanotte... Che bella la nostra "cabin"!

Giorno 15) Oggi giornata di fuoristrada... Vogliamo visitare la riserva di Fjallabak, nell'interno, e in particolare andare a Landmannalaugar, dove abbiamo visto fotografie stupende di campi geotermali e di montagne colorate. Per arrivarci, prendiamo la pista F208 dalla statale 1 vicino al paese dove stiamo, che ci conduce li' dopo circa 80 km. La strada inizia normale, poi sale sui monti con tante buche ma con bei panorami, passiamo una gola (Edja), in cui non proviamo neanche a camminare visto che piove e fa freddo, un Belvedere sui monti, e infine tanti km di vari guadi una volta giunti in fondovalle. Insomma ci divertiamo a fare la strada e ovviamente i panorami sono sempre bellissimi... E così arriviamo a destinazione, dove subito troviamo un posticino dentro al rifugio per mangiare i soliti panetti... Oggi la variante e' rappresentata dal pesce secco, che qui va per la maggiore ma noi non avevamo mai provato, e invece e' decisamente buono! Il rifugio offre campeggio all'aperto (mi vengono i brividi solo a pensarci), qualche camerata interna, e fantastiche hot springs in cui un po' di gente e' già immersa... Un sacco di gente qui, si vede che i trekking sono molto popolari, soprattutto e' pieno di francesi.

Noi facciamo il trekking più breve (considerato che i lunghi vanno dai 17 ai 55 km!!), ed e' comunque piuttosto lunghetto e impegnativo. Subito si sale in cima a campi di lava, che si attraversano guardando già numerose montagne colorate, poi si arriva ad una piana erbosa con tanti fiori al di la' della quale continuano le montagne, si risale nuovamente verso il campo geotermale. Li' si raggiunge il punto più alto del trekking, e si ha una bella vista. Scendiamo verso il rifugio in un percorso circolare, di nuovo sui campi di lava, poi giù lungo un fiume, e infine arriviamo al parcheggio, dopo aver visto anche montagne di pietra vulcanica e licheni fosforescenti! Un percorso bellissimo, aveva ragione la Lonely...

Siamo tutti super infreddoliti e risaliamo in macchina, ormai a meta' pomeriggio per attraversare la riserva di Fiallabak continuando la f208 e poi prendendo la F225, una pista molto più veloce da fare, quasi tutta su sabbia nera vulcanica, in mezzo a deserti lunari e monti vulcanici, con in più la visione del ghiacciaio Hekla. Torniamo poi sulla 1 dalle parti di Hella, e facciamo per la prima volta la costa sud ovest per tornare a Klaustur. Lungo la costa, eccetto in zona Vik, non vediamo nulla che ci ispiri per domani, così penso che anziché tornare a Rejkiavik lungo la statale, taglieremo passando dall'interno per una pista diversa, la F210.

Giorno 16) Stamattina lasciamo il nostro cottage per tornare a Rejkiavik e ci sembra che il nostro viaggio sia ormai al termine. Anziché tornare con la statale, facciamo un altro percorso super in fuoristrada e anche questa volta non ci delude... Prendiamo la F210 che di nuovo taglia in due la riserva naturale ma più a sud rispetto a dove siamo passati ieri; la pista é forse la più bella che abbiamo mai fatto, ci da grosse soddisfazioni! In pratica attraversiamo in una pista sola tutti i tipi di paesaggio che si trovano in Islanda... Strada vulcanica desertica nera, che sembra di essere in mezzo alla sabbia, fondo valle che costeggia un torrente pietroso, fondo di pietra lavica piatta (con i paletti gialli che indicano la via), guadi veramente impegnativi di fiumi notevoli, uno addirittura sopra una cascata, il tutto con il panorama del ghiacciaio Myrdalsjokull, a cui la pista passa proprio vicinissimo! Spettacolo!! Incontriamo le prime persone della giornata, a piedi che stanno facendo il trekking da Landmannalaugar fino a Porsmork, uno dei trekking più belli del mondo secondo la guida! Anche loro guadano i fiumi, poverini, e sono super vestiti per proteggersi dal freddo e dalla pioggia. Continuiamo sulla F261 per arrivare al Ring, e anche qui panorami fantastici, e vediamo anche il ghiacciaio vulcano che ha eruttato 2 anni fa, il Eyjafjallajokull, più piccino degli altri ma dalla pista si vede troppo bene... Facciamo altri guadi che non sono per nulla facili, sprofondando un paio di volte con la povera macchinetta fino al cofano, meno male che va davvero ovunque questo Suzukino!!

Spuntiamo poi sulla 1 e torniamo verso Vik per andare a vedere una cascata, Seljalandsfoss, dove stiamo un po' con la nana sul prato, e poi decidiamo di andarcene verso la città visto che siamo cotti, e infatti io e Aurora dormiamo in macchina!

Giorni 17/18) Per gli ultimi giorni a Reykiavik andiamo al centro commerciale Kringlan dove ci compriamo dei fantastici pile al negozio di 66 North, e poi andiamo a vedere la spiaggia geotermale, e' veramente bella, un bella spiaggia con le piscine geotermali calde, i giochi per bambini, etc. C'é un po' di gente immersa nelle piscinette, ma anche in mare! Pensiamo siano dei matti, ma in effetti se non lo fanno ad agosto... Comunque la temperatura dell'acqua non è così male, più o meno come la nostra verso maggio, il problema è quando si esce, che noi stiamo ultra vestiti e loro in costume bagnati!!

Per pranzo andiamo al Perlan, la costruzione circolare in cima ad una collina li vicino, c'è una caffetteria al piano della terrazza, dalla quale si ammira tutta la città... Tira un vento mostruoso, ma faccio qualche fotina.

Torniamo al nostro appartamento per un riposino, e nel pomeriggio facciamo un po' di struscio in città, poi fa troppo freddo e ce ne torniamo dentro! L’ultimo giorno ce ne andiamo ad un museo a cielo aperto, a pochi km dal centro, dove c'è una fattoria con animali, edifici d'epoca, e bei prati con giochi per bambini... Così passiamo il tempo prima di andare in aeroporto...

 

Che belle giornate che abbiamo trascorso qui in Islanda, siamo stra soddisfatti di questo viaggio in fuoristrada più avventuroso del previsto e con panorami meravigliosi! Anche se per quanto riguarda il clima, tutto sommato pensare che domani saremo in spiaggia sotto casa non è così male come prospettiva, e ci fa accettare la fine del viaggio...

Se ti è piaciuto il nostro diario (e se sei arrivata/o fin qui vuol dire di sì!), registrati al nostro sito, così non ti perderai le newsletter quindicinali e avrai accesso ai contenuti speciali per gli utenti registrati! www.globetrottingkids.com/it/utenti/registrati

Google Translation:

Accedi al tuo Account:

Trovaci:

Di seguito, i collegamenti per trovare GlobeTrottingKids sui principali social network.

Collabora con noi:

Ti piacerebbe curare una rubrica o comunque collaborare al blog? Faccelo sapere e ti contatteremo!