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Ecco il mio diario di viaggio in Costa Rica, fatto a Marzo 2012 quando Gabriele aveva 3 anni. Un viaggio in auto che dalla costa caraibica ci ha portato sull'oceano pacifico attraversando foreste pluviali, vulcani e spiagge da sogno .... il tutto organizzato  in stile "fai da te"!

Noi siamo stati più di 3 settimane visto che abbiamo dedicato più di una settimana al mare e al surf, io vi ho però di seguito sintetizzato il viaggio in 18 giorni.

Dall’Italia abbiamo prenotato unicamente: il volo (circa 700 euro), la prima notte in albergo (65 euro per camera con 4 posti letto)  e il noleggio della macchina (circa 750 euro per 21 giorni). Per il resto abbiamo scelto gli alberghi dove dormire di giorno in giorno e non abbiamo avuto alcun problema ….abbiamo sempre trovato alloggio in breve tempo e a costi contenuti (minimo 35 euro per una camera da 3 colazione inclusa sulla costa caraibica. Massimo 65 euro per un bungalow a 2 piani con cucina, 2 camere, colazione inclusa e piscina a Tamarindo)

Il periodo migliore per visitare il Costa Rica, sia che si voglia fare vita da spiaggia, sia che si intenda esplorare la sua natura ricca di specie animali e vegetali, va da gennaio a metà aprile. Il clima è caldo ma piove poco  ad eccezione che sulla costa orientale, che ha un clima caldo e umido con piogge frequenti tutto l'anno. 

1° giorno in viaggio

2° giorno verso la costa caraibica

3° giorno Cahuita

4° GIORNO da Cahuita a Alajuela visitando il parco Parco Nazionale Braulio Carillio

5° GIORNO  verso Montezuma

6° giorno Montezuma

7° giorno Montezuma

8° giorno da Montezuma a Tamarindo

9° giorno Tamarindo

10° giorno Playa Avellanas

11° giorno Visita al PN di Palo Verde

12° giorno Da Tamarindo a Monteverde

13° giorno Monteverde

14° giorno Da Monteverde ad Alajuela

15° giorno Vulcano Poas

16° giorno Viaggio di ritorno

1° GIORNO in viaggio

Si parte!!! Alle 4 del mattino siamo in macchina per andare a prendere l’aereo a Milano, partenza alle 7 direzione San Josè con scalo a Madrid. Entrambe i voli sono tranquilli, Gabri si comporta bene tra giochi, cartoni e spuntini. Purtroppo sui voli Iberia non ci sono gli schermi per ciascun viaggiatore e quindi niente film né giochi elettronici. Arriviamo con circa 1 ora di ritardo a San Josè (17.30 ora locale per noi sarebbe mezzanotte). Per fortuna subito fuori all’aeroporto c’è la navetta che ci porta all’hotel, l’unico prenotato in anticipo via internet (per i restanti giorni della vacanza decideremo day by day!), si trova a pochissimi minuti dall’aeroporto. Arrivati facciamo il check-in, piccolo rifornimento di biscotti e acqua in un negozietto interno all’albergo, doccia e nanna. Ovviamente il fuso si fa sentire e a metà della notte Gabri si sveglia. Un pò di cartoni e riusciamo ad arrivare alle 6 del mattino!

2° GIORNO verso la costa caraibica

Sveglia alle 6 del mattino, colazione super abbondante in albergo, pausa attorno alla piscina dell’hotel in attesa che venga l’ora del ritiro dell’auto. Alle 10 partiamo con il nostro fuoristrada a noleggio (scelta indicatissima visti i molteplici sterrati che andremo a percorrere durante la vacanza) direzione Caraibi! Entrati dentro San Josè perdiamo le “coordinate” e così fermiamo un taxista che, per 10 dollari, ci porta sulla strada che, attraverso il fantastico Parco Nazionale del Braulio Carrillio, ci porta a Playa Bonita (poco a nord di Limon). Il tragitto è fantastico, si attraversano paesaggi magnifici e molto vari. Arriviamo a destinazione verso le 15 e dopo un brevissima ricerca (siamo stanchi) optiamo per un bungalow con tre letti e bagno a 45 dollari a notte. Per cena andiamo in un bel ristorantino sulla spiaggia.

3° GIORNO Cahuita

Sveglia anche oggi all’alba, colazione in albergo e via…destinazione Cahuita! La strada che porta da Limon a Cahuita è bellissima, costeggia inizialmente il mare per poi attraversare infinite piantagioni di banane. La giornata nuvolosa ed il mare in tempesta creano un’atmosfera irreale, quasi un pò onirica! Cahuita è molto carina, da tenere in considerazione per pernottare, sicuramente meglio di Playa Bonita dove ci siamo fermati, ma ieri, eravamo troppo stanchi e non avevamo proprio voglia di fare un’altra ora di auto. Prendiamo un caffè in un bel localino sulla strada, qui l’atmosfera è molto easy e la popolazione è “tipicamente caraibica”!! Ci dirigiamo al Parco Nazionale di Cahuita, molto bello, facciamo una lunga passeggiata lungo il sentiero alle spalle della spiaggia, la foresta ci avvolge, le scimmie saltano da un albero all’altro, i bradipi si muovono sonnolenti, un serpente giallo scivola tra le foglie e le formiche laboriose…. pizzicano il dito di quel fastidiosone di Gabri! Decidiamo poi di passare sulla spiaggia, con Gabri vado fino al fiume che lui vorrebbe guadare ma l’acqua è troppo alta, torniamo indietro e giochiamo con la sabbia….ed infine ci facciamo un bel bagno tra le onde. Tornati al paese pranziamo nello stesso bar dove avevamo preso il caffè, prendiamo un piatto tipico locale (so, fagioli, pesce o carne, patate, banane fritte) veramente ottimo. Io inizio il mio shopping comprandomi un lungo vestito verde a fiori! Ripercorriamo la magnifica strada dell’andata fermandoci a fare visita ad un centro per la tutela dei bradipi; dopo un interessante video sull’argomento, visitiamo i bradipi che mangiano e i loro cuccioli. Al termine di questa parte della visita inizia il giro in canoa per la foresta ma Gabri è cotto così ci tocca saltarlo. Rientro in bungalow e cena al solito ristorante di Playa Bonita.

4° GIORNO da Cahuita a Alajuela visitando il parco Parco Nazionale Braulio Carillio 

Oggi giornata di viaggio, abbandoniamo Chauita per andare ad Alajuela. La strada che percorriamo è fantastica, immersa in foreste verdissime, dopo un po inizia a piovere ..anzi a diluviare! Per fortuna però il diluvio cessa quando arriviamo al Parco Nazionale Braulio Carillio che decidiamo di visitare. Si tratta di una foresta con una vegetazione fittissima che decidiamo di visitare salendo sulla funivia del parco che ci permette di ammirare dall'alto l'intricato groviglio della vegetazione sottostante, finito il giro facciamo una breve escursione con una guida locale nel sottobosco dove andiamo alla ricerca di piccoli serpentelli che si nascondono sotto le foglie delle piante! Terminato il giro riprendiamo l’auto per dirigerci ad Alajuela dove decidiamo di fermarci a dormire per la notte.

5° GIORNO  Montezuma

Oggi partiamo in direzione Montezuma, percorriamo la panamericana fino a Puntarenas dove ci imbarchiamo con un traghetto che in circa un ora ci porta alla Penisola di Nicoya. Sbarcati ci dirigiamo verso ovest lungo uno sterrato, descritto sulle guide come lungo e faticoso, ma che in realtà non ha niente di così terribile ed in 1 oretta ci porta a Montezuma. Anche qui dopo una breve ispezione del paese (che è piccolissimo) prendiamo una bella stanza (letto matrimoniale + 1 altro letto) ampia e dagli alti soffitti, circondata da una fantastica vetrata (piccolo particolare: non ci sono le persiane per cui all’alba ci si sveglia inesorabilmente). Andiamo in spiaggia, il mare è rosso (scopriremo in seguito che si tratta della marea rossa, ricca di plancton, e che pertanto sarebbe stato opportuno non fare il bagno, per fortuna Gabri se ne resta tranquillo in riva al mare). Facciamo un giretto per il paese pieno di bancarelle e copie di hippy di altri tempi. Ceniamo in un ristorantino gestito da giovani ragazzi italiani, tutto macrobiotico!! Ancora due passi per il paese e a nanna!

6° GIORNO Montezuma

Finalmente la prima giornata di relax: stop a Montezuma. Sveglia come al solito alle 6 e passeggiata mattutina sulla spiaggia … incredibile alle 7 è già caldo! I bambini arrivano alla scuola del paese che si trova ovviamente in riva al mare, l’asilo inizia alle 7 del mattino, alle 10 fanno il pisolino e alle 11…….asilo finito! Prima di colazione faccio un bagno con Gabri in piscina ma..non siamo soli: un’iguana ci guarda da bordo vasca! Le iguane da queste parti non mancano di sicuro, ne incontriamo addirittura una in spiaggia che “prende il fresco” all’ombra di un grosso tronco trasportato sulla spiaggia dal mare. Alle 8 siamo a fare colazione, come sempre bella abbondante, e poi di nuovo in spiaggia! Decidiamo di camminare lungo il percorso alle spalle della spiaggia: è un susseguirsi di insenature di sabbia bianca separate da piccoli promontori scogliosi e neri. Ovunque tronchi di albero trasportati e levigati dal mare, alcuni giganteschi, “arredano” queste spiagge deserte. All’inizio della strada qualcuno campeggia “free”, con solo l’essenziale: zaino e amaca legata tra 2 palme. Ci sdraiamo all’ombra della vegetazione che lambisce la spiaggia a giocare con la sabbia ed un paguro, lungamente torturato da Gabri, fa capolino tra la sabbia.  Seguono bagni in mezzo alle regolari e dolci onde dell’oceano. Ancora giochi di sabbia sul bagnasciuga e poi torniamo in albergo dove mangiamo quello che avevamo comprato al supermercato e facciamo (Gabri ed io) un bel sonnellino! Fabrizio invece va a fare una bella camminata lungo la spiaggia. Pomeriggio in piscina dove Gabri si diverte come un matto, pausa relax sull’amaca e cena in una tipica “soda” di Montezuma. Piccola spesa per il giorno dopo al supermercato locale e a nanna!

7° GIORNO Montezuma

La giornata inizia con la solita colazione abbondante e poi via verso le cascate di Montezuma. Subito all’uscita dell’abitato ha inizio uno stretto sentiero che conduce in poco tempo ad una serie di laghetti. Dopo inizia un percorso più complicato, sicuramente non possibile durante la stagione delle piogge, che si snoda lungo un ruscello intervallato talvolta da gruppi di laghetti; bisogna attraversare più volte il ruscello saltando di pietra in pietra, o con i piedi in acqua laddove non vi siano pietre ove appoggiarsi. Si percorre poi uno stretto sentiero in salita, scivoloso, in mezzo alla foresta, caratterizzato da liane che pendono dall’alto e grosse radici che intralciano il cammino. L’ultimo tratto infine richiede di attraversare una piccola parete di roccia attaccati ad una corda …. Gabrielino cammina per buona parte del percorso con entusiasmo, ma in alcuni tratti dobbiamo passarcelo come “….un sacco di patate …”. Finalmente arriviamo alla cascata, stupenda. Gabri e Fa si tuffano per fare il bagno, Gabri trasportato sulle spalle di Fabrizio, visto che abbiamo dimenticato i braccioli a casa. Poi è il mio turno e nuoto fin sotto la cascata, è incredibile come ai piedi della cascata si crei una corrente che ostacola chi cerca di nuotare fin sotto allo scroscio d’acqua. Con due bracciate più potenti si arriva fin sotto questa doccia scrosciante e rumorosa. Sulla strada del ritorno incontriamo due famiglie francesi con sei figli in tutto di cui due nel marsupio… incredibile…!!!! Gelato a Montezuma e relax in camera. Gabri, distrutto dalla fatica della mattinata, si addormenta in braccio. Il pomeriggio passa in relax con lettura di favole e lunghissimo bagno in piscina. La sera facciamo un giretto per le stradine di Montezuma alla ricerca di una collanina che compro da una ragazza Tica muy caliente. La collanina è composta da una pietra in apparenza nera ma, a detta della ragazza, contiene i colori dell’arcobaleno e serve a dare “muy forza” a chi la indossa, secondo quanto dice la tradizione maya. Pranziamo alla solita soda, gelato e nanna.

8° GIORNO da Montezuma a Tamarindo

Oggi giornata di viaggio, destinazione Tamarindo. Partenza ore otto, arrivo alle 13,30; 5 ore e 30 di viaggio di cui un ora di sterrato. Attraversiamo campi, distese di erba secca decorate da alberi i cui rami, infinitamente secchi, sono ricoperti da una moltitudine di fiori, ma neanche una foglia. Mucche da pascolo attraversano ignare la strada e scimmie urlatrici. Passiamo Naranjo, Leponito, Nicoya, Santa Cruz, Belen, ma neanche un palazzo lungo la strada, solo edifici ad un piano. Tuttalpiù incontriamo qualche agglomerato di case ma mai più di una decina per volta, una cappella all’aperto, scuole…quelle si ce ne sono tante…lunghe costruzioni con porticati esterni pieni di ragazzini in divisa. Poi, in un villaggio forse più sperduto degli altri, una scuola, una sola classe e in cortile il maestro che gioca a pallone con i suoi cinque studenti di varie età….Mangiamo pane e  wurstel  a bordo strada e ci concediamo una coca e un caffè in una soda trovata lungo la strada. Bisogna dirlo, Gabri è stato bravissimo, quasi sei ore di macchina con trenta gradi attraverso saliscendi e lunghi sterrati e neanche un capriccio…un piccolo campione…!!! Arrivati  a Tamarindo andiamo all’hotel Luna Llena dove prendiamo, per 90 dollari colazione inclusa (circa 65 eu), un bungalow con cucina, camera da letto e bagno al piano terra, e una seconda camera sul soppalco in legno. Aria condizionata e ventilatore. Fabri va a fare surf, Gabri e io in piscina. La sera ceniamo nel bungalow con noodless e fajitas. Poi a nanna.

9° GIORNO Tamarindo

Oggi giornata interamente dedicata al mare. Dopo la colazione andiamo in spiaggia, o meglio: Fabri va a noleggiare una tavola da surf, io e Gabri andiamo alla ricerca di paletta e secchiello. Sono le 9 e la maggior parte dei negozi è chiusa, in particolare è ancora chiuso il negozio dove ieri avevo visto gli attrezzi da spiaggia, povero Gabri, dopo tante promesse….Chiedo allora alla tipa del negozio di fianco che, molto gentilmente, va dalla proprietaria del “negozio di secchielli” a recuperare la chiave del negozio….secchiello acquistato…..missione compiuta!!! Mentre Fabri surfa le onde di Tamarindo, noi ci dilettiamo in castelli di sabbia. Poi pranzo con tramezzini al prosciutto nel bungalow, riposino e giro in passeggino, per dormire ancora un po’,  per i negozietti di Tamarindo. Nel pomeriggio Fabri torna a surfare e noi ancora giochi con la sabbia, spesa, piscina, doccia e cena nel bungalow.

10° GIORNO Playa Avellanas

Oggi avevamo in programma la visita a Palo Verde ma Simona, la proprietaria dell’albergo, lo sconsiglia, troppo tardi per partire (sono già le otto!!), troppo tempo per arrivarci, ma soprattutto troppo caldo…. soprattutto per Gabri….In realtà Simona non sa che Gabri è una piccola roccia, anzi è molto più resistente lui di noi. Simona ci consiglia di andare a playa Avellanas, a 30 minuti di auto da Tamarindo. Avellanas è una spiaggia deserta, se si escludono i pochi surfisti, lunghissima, con un solo ristorantino tra le palme. Guidiamo per 30 minuti, in buona parte sterrati e parcheggiamo all’albergo Las Olas (si tratta di amici di Simona, così possiamo lasciare l’auto senza problemi). Da questo bel gruppo di bungalow parte una passerella sopraelevata di assi di legno che attraversa una zona semi paludosa ricoperta di mangrovie. In fondo, dopo 15 minuti di cammino, si apre questa bellissima spiaggia deserta dal mare turchese e con piccole onde regolari. Alle spalle una scarsa vegetazione caratterizzata da tronchi ricurvi e da piccole foglie permette di stare all’ombra nelle ore più calde. Fabri noleggia un surf e io, dopo aver scattato al surfista un piccolo reportage fotografico, mi dedico ai castelli di sabbia e bagni tra le onde con il nanetto che sguazza nell’ acqua cristallina. Pranzo con panini in spiaggia, coca e gelato al bar al rientro, con sosta per la spesa in un grosso supermercato alle porte di Tamarindo. Bagno in piscina, pennica pomeridiana, foto al tramonto e cena relax ai bordi della piscina.

11° GIORNO visita al PN di Palo Verde

Oggi decidiamo di andare a visitare il Parco Nazionale di Palo Verde, per raggiungerlo impieghiamo circa 2 ore in auto con qualche sterrato. Tramite la proprietaria dell’albergo di Tamarindo abbiamo contattato una famiglia che vive sulle sponde del fiume presso la quale ci fermiamo a mangiare e dove Gabri fa conoscenza con una simpatica bimba della sue età con la quale gioca a lanciarsi la palla! Facciamo poi una fantastica escursione lungo il fiume con la barca del proprietario di casa: siamo solo noi e lui! Durante  l’escursione in barca avvistiamo coccodrilli, iguane, scimmie e volatili dai mille colori, Gabri è entusiasta e io scatto decine di foto! Tornati a casa in serata ci concediamo una cena con breve passeggiata lungo la spiaggia.

12° GIORNO Da Tamarindo a Monteverde

Dopo una settimana di surf e relax ripartiamo per percorrere i 200 km (circa 3/4 ore di viaggio con sosta pranzo) che ci separano da Monteverde. Lungo la strada visitiamo alcune aziende che producono caffè dove ci fermiamo per un breve tour e consueta degustazione. Arrivati a Monteverde andiamo in cerca dell’alloggio, ne troviamo uno molto carino con vetrata e balcone con vista sulla vallata. Nel pomeriggio facciamo una bella camminata nella foresta di Monteverde con la sua fitta vegetazione, alberi altissimi e foglie giganti sotto le quali Gabriele gioca a nascondino. Un giro per il paese, cena e a nanna!

12° GIORNO Da Tamarindo a Monteverde

Il Parco Nazionale di Monteverde è una tipica foresta nebulare le cui fitte nebbie creano un ambiente suggestivo e davvero unico: sembra di essere in una foresta magica. La Riserva può essere visitata sopra ponti sospesi o anche con i canopy tour: protetti da caschetti, guanti ed imbracature i turisti si lanciano da banchine fissate sugli alberi appesi a delle fune, scivolando in velocità su boschi, cascate e radure. Un modo alternativo per ammirare dall’alto un luogo speciale come la riserva biologica di Monteverde! Noi optiamo per l’itinerario che ci permette di attraversare la foresta grazie a lunghi e stretti ponti sospesi…in mezzo a questa nebbiolina e su questi ponti ci si sente dei veri esploratori!

14° GIORNO Da Monteverde ad Alajuela

Ancora una mattinata dedicata a Monteverde, tra le altre cose visitiamo un museo sui serpenti che piace tantissimo a Gabri e nel pomeriggio ci dirigiamo ad Alajuela…il giorno del ritorno si avvicina!!

15° GIORNO Vulcano Poas

Oggi decidiamo di visitare il Vulcano Poás, alto 2708 metri appare, ai visitatori che decidono di avventurarsi intorno ai suoi crateri, come un luogo magico e misterioso….che ha affascinato tantissimo Gabriele! Comodo da raggiungere dal momento che si trova ad appena 65 chilometri dalla capitale del Costa Rica è la meta ideale per passare una giornata a stretto contatto con una natura ruvida ed inospitale ma sempre unica. Non è necessario essere scalatori provetti o grandi camminatori per poter godere appieno delle bellezze di questo luogo.

Presso il Centro visitatori del parco potrete conoscere la storia del vulcano e ricevere informazioni aggiornate sui processi geomorfologici che hanno modellato questa attrazione ecologica. Una camminata di appena 15 minuti dal Centro visitatori e si è già al cratere principale del Vulcano Poás, largo un chilometro e mezzo e caratterizzato da una piscina solforica da cui si levano gas solforosi, del tutto simili a geyser.

L’altro cratere del vulcano è chiamato Botos e, a differenza di quello principale, presenta un lago caratterizzato da acque fredde di un incredibile colore verde-blu. Per raggiungerlo si deve percorre il Botos Trail che permette di avvistare molte specie di uccelli. Noi abbiamo dedicato tutta la giornata alla visita di questo fantastico parco.

 16° GIORNO Viaggio di ritorno

Che dire…vacanza fantastica, un lungo volo (25 ore di viaggio) ci riporta a casa con il nostro bagaglio di ricordi, colori e nuove esperienze.

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