GlobeTrottingKids

Il racconto del nostro ponte del primo maggio in Camargue inizia con una partenza fredda e ventosa da Milano verso le 10 del mattino, dopo aver fatto una buona colazione. Siamo io, il mio compagno, ed il nostro bimbo di 2 anni. La nostra prima tappa per spezzare il viaggio, dopo 3 ore di macchina, è a Mentone, dove ci facciamo una passeggiata sul lungo mare e mangiamo una crepe baciati dal sole. Ci aspettano altre 3 ore di auto e arriviamo in Camargue, nella cittadina di Saintes Marie de la Mer, dove abbiamo prenotato una casa vacanze a stretto contatto con la natura: fuori dalla porta ci danno il benvenuto due cavalli ed un asino.

L’appartamentino è stato recentemente ristrutturato, è composto da una camera e un soggiorno con divano letto per il bambino. Essendo già quasi il tramonto ci dirigiamo subito al supermercato (Inter Marchè, l’unico del paese) per fare rifornimenti per i successivi tre giorni. Visitiamo il centro di Saintes Marie de la Mer, che è meta di molti pellegrini nel mese di maggio, e che custodisce anche la statua di Sarah la Nera, venerata dalla comunità gitana come la serva nera, presente alla croce di Gesù insieme a Maria Solomè e Maria Iosè. Essendo una cittadina con forte influenza spagnola consiglio di sedersi all’aperto e gustare Sangria e Tapas come aperitivo. In qualsiasi locale sulla piazza i bambini possono correre e giocare perché non passano auto.

La mattina successiva partiamo alla scoperta del Parc Ornithologique de Pont de Gau, a 5 km da Saintes Marie. In questo meraviglioso parco si ammirano fenicotteri a pochissimi metri di distanza e molte altre specie ornitologiche della zona. Ai bambini piace molto, mio figlio in particolare è rimasto minuti interi a seguire le nutrie da una riva all’altra degli stagni che si susseguono. La camminata fino al punto 10 del percorso è quella più turistica e suggerita per i bimbi, la rimanente parte del giro è per veri appassionati di fotografia.

Torniamo a casa a pranzo, lasciamo dormire il bambino, e nel pomeriggio torniamo in paese per fare un giro sul Trenino che parte dal lungo mare e porta alla scoperta dei dintorni, inclusa sosta per accarezzare i cavalli e vedere le tipiche cabanas dei “guardian”, coloro che si dedicano all’allevamento dei tori. Il giro ha ovviamente entusiasmato Emanuele, che non voleva più scendere dal treno. Nel tardo pomeriggio avremo voluto anche fare un giro in bici e arrivare fino al faro Gacholle, ma il forte vento che si era alzato non ce lo ha permesso (NB. Al faro si può arrivare solo a piedi o in bici, per arrivare in auto bisogna circumnavigare la zona per 60km).

Il giorno successivo la natura non è stata dalla nostra parte: pioggia e vento e tanto freddo. Armati di piumini e giacche a vento ci siamo diretti al Tiki III (tipica imbarcazione che vi permette di fare un giro sul rodano, vedere cavalli e tori e il paesaggio camarguese). Purtroppo vista la giornata hanno cancellato ogni corsa (di solito in questa stazione parte alle 10.00, alle 11.30 e alle 14.00). Abbiamo allora fatto un giro a Saintes Marie de la Mer, comprando telline fresche e cucinate con salsa alioli (tipica salsa spagnola) da portare a casa per pranzo. Nel pomeriggio siamo stati ad Agues Mortes, circa 30 km di distanza, dove vale la pena fare il giro della città col trenino che parte dal caffè de la Borsa, proprio appena dentro le mura, e che percorre un percorso di circa 25 minuti dentro e fuori le mura medioevali. Se invece avete voglia di vedere le Saline seguite i cartelli che vi portano fuori dal centro e vi troverete davanti alla stazione: le saline si possono visitare a piedi (2 ore di cammino), in bici o in treno (1 ora e 30). Noi non le abbiamo viste perché l’ultima corsa parte alle 17 in questo periodo, ma sembravano molo belle.

Il giorno successivo siamo in partenza per tornare in Italia. Sulla strada del rientro ci fermiamo a Marais du Vigueirat (una riserva naturale a pochi km da Arles), per vedere finalmente i tori che ancora non siamo riusciti ad ammirare. L’ingresso costa 2€ a persona, potete fare il cammino più corto da 450mt e quello più lungo di 2.5km. Noi abbiamo fatto quello più lungo perché Emanuele è un gran camminatore. Stagni, paludi, rane, uccelli di ogni tipo. Ma nessun cavallo bianco all’orizzonte, anche se all’ingresso ci avevano promesso cavalli, tori e puledri. È possibile mangiare dentro la riserva, c’è un piccolo chiosco biologico all’aperto che fa piatti tipici (sandwich o insalate a base di carne di toro) e si può mangiare nei tavoli da pic nic a prezzi modici. Subito dopo pranzo ripartiamo alla volta dell’Italia, ci aspettano altre 5 ore di auto e fortunatamente non troviamo nemmeno la coda del rientro.

Cosa mi è piaciuto: la natura incontaminata. Essendo maggio, non abbiamo trovato ne caldo ne zanzare. Immense distese di verde, acqua salmastra e animali al pascolo. Per chi come me è abituata a vivere in città è stata veramente una boccata di aria fresca. Mi è piaciuta la cittadina di Saintes Marie de la Mer, tipicamente spagnola, con la sua musica, i suoi colori e il suo profumo di tapas e paella.

Cosa non mi è piaciuto: col passare degli anni la Camargue non è più un rifugio per animali allo stato brado come una volta. Non vedrete cavalli liberi, ogni terreno è recintato da filo spinato, sebbene gli animali abbiano ampi spazi a disposizione. Idem per i tori: sono contenuti in recinti, e vengono allevati solo per le ferias e per la loro carne. È pieno di maneggi. Cavalli tenuti male, più grigi che bianchi.

Il nostro alloggio: La Mas de Mon Pere, una casa vacanze, composta da varie villette, la possibilità di fare colazione all’aperto (servita a 7,50€ a persona a base di croissant, baguette e marmellata). Aprire la porta di casa e vedere i cavalli, l’asino che raglia, i cani che giocano liberi. Per i bambini è uno spasso. Ci sono anche alcuni giochi in giardino per i bimbi. Offerta su booking per 3 notti: 255€.

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