GlobeTrottingKids

“E niente... anche stasera polemica su un gruppo di viaggio perché sembra da folli far fare tante ore di aereo ai bambini... da mamma degenere (quale evidentemente sono!) direi che sono contenta che pur con tutte le ore di aereo che si fa (peraltro in cui sta tranquillissima) può fare esperienze meravigliose e uniche!!”

Leggo questo post su facebook, quasi per caso, non conoscendo Simona, ma avendo un’amicizia in comune. E non posso che sorridere e condividere il pensiero di Simona. Io e mia moglie siamo tornati due giorni fa da un bellissimo viaggio in Birmania con i nostri bimbi, due gemelli che compiranno 3 anni tra un mese.

“Ma state scherzando? Birmania? Con i bimbi? Ma non potete! Cosa mangiano là? E i voli? Quante ore sono? E poi .. ma si annoiano i bimbi là! Cosa faranno? Con cosa giocheranno?” . Queste alcune delle reazioni di amici e conoscenti quando abbiamo detto che stavamo per andare in Birmania. Non stavamo scherzando per niente. Io e mia moglie abbiamo la passione dei viaggi (ci siamo conosciuti in un viaggio in Nepal) e vogliamo trasmettere la stessa passione ai nostri bimbi perché siamo convinti che queste esperienze arricchiscano. E sinceramente ci sembra che i bimbi apprezzino queste avventure!

Il volo. Dodici ore con uno scalo intermedio a Doha. Cosa far fare ai bimbi durante il volo? Semplice, era un volo notturno: hanno guardato un po’ di cartoni e poi nanna. Ci eravamo portati qualche foglio di carta e qualche matita per colorare, e li hanno usati un po’ prima di dormire, ma le compagnie aeree sono comunque preparate ad avere bambini a bordo (i genitori degeneri sono tanti!) e regalano spesso dei giochini e set con l’occorrente per colorare ai passeggeri più piccoli.

Sicuramente la Birmania non è un Paese “pensato per bambini”. Abbiamo visto pochi scivoli, pochi parchi giochi, etc. Non che li cercassimo o che Giorgio e Leonardo li chiedessero. Prima di un viaggio cerchiamo sempre di incuriosire i bimbi creando aspettative di quello che vedranno. Pochi mesi fa siamo stati in Islanda e li avevamo preparati raccontandogli di enormi cascate e di una macchina che sarebbe diventata una barca e ci avrebbe portato tra gli iceberg della laguna di Jökulsárlón. Quando hanno visto il mezzo anfibo e siamo entrati in acqua non credevano ai loro occhi e ancora adesso ogni tanto mi chiedono di entrare nel Tamigi con l’automobile! (si il Tamigi, perché viviamo vicino ad Oxford). Per la Birmania abbiamo usato lo stesso approccio, parlando di mongolfiere (le stesse che si vedono spesso nei loro cartoni preferiti, Topolino e Paw Patrol), di barche con cui saremmo andati su fiumi e laghi, di pagode luccicanti, di aerei grandissimi (quelli per i voli intercontinentali) e di aerei più piccoli dove addirittura si sarebbero viste le eliche (come nell’altro cartone che amano vedere, Planes!), e per finire di elefanti. Ahimé avrei presto scoperto che di elefanti non se ne vedono tanti in Birmania, ma ormai il danno era fatto e abbiamo rischiato di deludere Leonardo che continuava a dire felice “Vado in Myanmar. A vedere elefanti”.

Arrivati a Yangon, abbiamo subito preso un volo interno per andare a Mandalay. Temevamo la stanchezza potesse prendere il sopravvento e invece la reazione dei bimbi a vedere quel vecchio ATR su cui stavamo per salire è stata “wow! Aereo che gira! Come aereo arancione!” Si riferivano chiaramente alle eliche e al personaggio del cartone Planes. Ecco, sicuramente creare dei collegamenti tra quello che vedono nei viaggi e le loro esperienze quotidiane sembra essere una cosa che a loro piace molto.

Il primo giorno a Mandalay siamo andati a vedere qualche pagoda e Giorgio e Leonardo sembravano felicissimi di correre a piedi scalzi, suscitando le risa e la curiosità della gente locale. Anche il noiosissimo, almeno a mio avviso, viaggio in barca da Mandalay a Bagan sembra essere piaciuto ai bimbi. Appena stavo per appisolarmi mi svegliavano perché avevano visto qualche barca passare vicina a noi. Una volta era una barca interessante perché era blu, una volta perché trasportava un trattore, etc.

A Bagan abbiamo deciso di visitare i templi usando un calesse trainato da un povero cavallo. Neanche a dirlo, Leonardo si è innamorato subito del cavallo e per due giorni è stata la sua passione. E cosa dire degli sguardi meravigliati dei bimbi ad osservare le mongolfiere sorvolare i templi nel cielo mattutino?

Il lago Inle ha regalato poi ai bimbi quella che sarebbe stata la cosa più bella a detta loro della vacanza. Ma vi dirò poi di cosa si tratta… Comunque anche nei giretti in barca sul lago sembravano due attenti esploratori. E poi volete mettere quanto era divertente prendere i pettini di cortesia e andare a pettinare le statue nei vialetti del resort? Un pettine… tanto bastava per farli giocare e divertire.

Al mare chiaramente la vacanza ha assunto un altro tono, un po’ meno avventuroso. Un giorno però siamo riusciti a portare i bimbi a vedere un campo di elefanti! Un’ora di macchina, un’ora di motolancia per risalire un piccolo fiume ed ecco che ci ritroviamo sul dorso dell’elefante. E Giorgio e Leonardo che di solito hanno paura anche di un piccolo cane, hanno voluto toccare la proboscide degli elefanti e dare loro da mangiare.

Vicino al cottage dove siamo stati durante la settimana al mare abbiamo avuto poi un incontro eccezionale. Stavamo rientrando dalla spiaggia. I bimbi ci precedevano quando improvvisamente si sono fermati poco prima della porta. “Un dinosauro!!! Guarda un dinosauro! Te l’avevo detto! Un dinosauro! Uno vero!”. E così catapultandoli in Jurassic Park, quella piccola lucertola li ha tenuti occupati per un po’.

Cosa dire del mangiare, ovvero di quello che preoccupa tanti genitori quando portano i bimbi in vacanza. Sarà perché comunque viviamo in Inghilterra e Giorgio e Leonardo sono già abituati ad una cucina diciamo internazionale, ma anche in Birmania hanno mangiato di tutto, ed erano incuriositi da qualsiasi cosa vedessero nei nostri piatti. Dalle aragoste, che sembrano aver apprezzato molto, ai granchi, dagli spaghetti di riso, alla carne al curry di cocco. Chiaramente poi in qualche momento erano ben contenti anche di trovare patatine fritte! Il primo giorno in spiaggia hanno visto una grossa noce di cocco, ancora non aperta. Giorgio appena l’ha vista ha iniziato a dire “voglio bere!”. Come ha fatto a capire che era da bere? Ebbene, esattamente un anno fa siamo stati in Brasile, e lì aveva bevuto per la prima volta il succo di cocco. Possibile che si ricordasse? Ok, forse mi sbaglio, ma sono convinto che sebbene bimbi cosi piccoli non possano ricordare esattamente quello che è successo l’anno prima, ogni esperienza genera delle sensazioni o dei ricordi “nascosti” che possano in qualche modo essere mantenuti vivi. Nel caso della noce di cocco credo ad esempio che le foto del viaggio in Brasile abbiano contribuito a mantenere vivo il “ricordo” o almeno una specie di “fantasma del ricordo”. Sicuramente non credo che le esperienze vissute in vacanza da bimbi così piccoli siano inutili. Per riportare altri esempi, da quando abbiamo sorvolato Rio de Janeiro in elicottero impazziscono ogni volta che ne vedono uno, da quando siamo andati in Islanda gli piacciono le cascate, etc.

L’ultimo giorno ho chiesto ai bimbi “Cosa vi è piaciuto di più?” Pensavo a elefanti, mongolfiere, giri in barca, l’amato cavallo… e la risposta di Leonardo è stata “La rana!” Al lago Inle giocavamo infatti con una torcia andando in giro alla sera per i vialetti del resort a cercare rane. Ne avevamo trovata una enorme e questa era la cosa più bella della vacanza. Insomma, i giocattoli di plastica colorata portati dall’Italia non servono, i bimbi sono capaci di giocare con qualsiasi cosa e la loro fantasia supera la nostra immaginazione. Sinceramente nella mia seppur limitata esperienza dei bimbi di 2 o 3 anni non si annoiano facilmente. Al contrario sanno adattarsi molto bene.

Google Translation:

Accedi al tuo Account:

Trovaci:

Di seguito, i collegamenti per trovare GlobeTrottingKids sui principali social network.

Collabora con noi:

Ti piacerebbe curare una rubrica o comunque collaborare al blog? Faccelo sapere e ti contatteremo!