GlobeTrottingKids

A Natale del 2005 ho deciso di andare in Israele insieme ad un’amica e complice una guida italo/israeliana che conosciamo, il viaggio è stato presto organizzato! In circa una settimana abbiamo visitato il Paese, andando anche in  Palestina, e si è rivelato un viaggio spettacolare che ci ha fatto scoprire un mondo diverso e le tradizioni natalizie molto suggestive…

 

Ricordo che per Israele occorre avere il passaporto con validità residua di almeno 6 mesi dalla data di entrata, e siccome alcuni Paesi arabi non consentono l’entrata a chi abbia visti israeliani sul passaporto, si può chiedere (come abbiamo fatto noi) di avere i timbri di ingresso e uscita in un documento separato (ad esempio a me li hanno apposti sulle carte di imbarco del volo.

Partiamo con Alitalia da Genova diretti a Tel Aviv, dove troviamo ad aspettarci la nostra guida italo/israeliana, Paolo. Non ci fermiamo a Tel Aviv, in questo viaggio vogliamo solo immergerci nella natura e nella storia e non ci interessa particolarmente esplorare la grande città. Partiamo quindi subito per il nord, in Galilea, dove staremo tre notti in un kibbutz prenotato da Paolo per fare base e girare questa bellissima regione. Dopo la Galilea, ci siamo poi diretti sulla Costa per esplorare varie città storiche, poi a Gerusalemme, in Palestina e infine nel Sud del Paese.

Fuori dalle città abbiamo soggiornato in kibbutz, che, per chi non lo sapesse, è una sorta di comune in cui gli abitanti vivono e lavorano insieme, senza essere retribuiti ma completamente spesati e forniti di casa, cibo e tutti i servizi dalla comunità. Ognuno ci mette il lavoro che può o di cui c’è bisogno al momento, e il kibbutz assegna la casa a seconda del nucleo familiare, si mangia tutti insieme nella sala comune, i bambini sono tenuti insieme nella scuola interna al kibbutz, e poi ogni comunità si organizza diversamente a seconda del kibbutz, della disponibilità economiche etc. Quello dove abbiamo dormito aveva camere in più da destinare all’ospitalità dei turisti per guadagnare dei soldi in più con questa attività. Per noi è stata una bellissima esperienza, poter immergerci nella realtà locale a contatto con le comunità del posto, mangiare con loro a colazione e cena, e vedere come vivono… Io ho letto vari romanzi di autori israeliani (tra cui il famoso Amos Oz) e mi sono sempre immaginata come dovessero essere queste comunità, ora finalmente ho potuto verificarlo!

Per quanto riguarda il cibo, devo fare una menzione speciale a Israele perché è stato uno dei posti al mondo dove ho mangiato meglio!! A pranzo nelle bancarelle e a cena nei ristorantini o nei kibbutz, abbiamo sempre mangiato benissimo e tanto (tra l’altro spendendo poco).

GALILEA: durante i giorni in Galilea abbiamo visitato tanti luoghi legati alla Bibbia e al Vangelo, e che hanno rievocato in me tante rimembranze scolastiche e di catechismo… Siamo andati sul Lago di Tiberiade, dove Gesù ha predicato e dove si sono svolti tanti miracoli a lui attribuiti (tra cui la moltiplicazione dei pani e dei pesci) e dove ha scelto i suoi discepoli. Abbiamo visitato la prima chiesa (di San Pietro), la chiesa delle Beatitudini (in collina), il fiume Giordano (dove si battezzavano), e Magdala, un sito molto interessante dal punto di vista archeologico, con i resti di una casa e di una sinagoga risalenti al I secolo d.C. Abbiamo proseguito per i Monti del Golan, al confine con la Siria, e Cafarnao, una città storica e termale sul lago dove dagli scavi è stata scoperta la casa di San Pietro, oltre a passare sul Monte Tabor (quello della trasfigurazione). Molto spesso quelle che pensavo essere montagne si sono rivelate collinette o addirittura poco più di un rialzo nel terreno; probabilmente il modo in cui sono stati descritti nei libri storici o tradotti sono un po’ diversi da come li scriveremmo noi adesso!

Ovviamente abbiamo visitato Nazareth, la città da dove tutto è cominciato e dove ha avuto origine la cristianità. Qui Gesù ha trascorso gran parte della vita e ha iniziato le sue predicazioni. La città è ancora un esempio di convivenza pacifica tra religioni diverse, ed è infatti abitata per più del 50% da musulmani, abbiamo potuto vedere tante moschee e minareti stagliarsi sullo sfondo e israeliani e arabi mangiare e parlare insieme (cosa di cui a dir la verità siamo rimasti stupiti all’inizio e dopo abbiamo capito essere, per fortuna, la normalità). Abbiamo visitato la Basilica dell’Annunciazione, con le sue chiese (inferiore e superiore), i mosaici meravigliosi, i resti degli scavi antichi. Nella chiesa inferiore è racchiusa la grotta che secondo la tradizione era la casa di Maria e il luogo dell’annunciazione. Collegata a questa, la Chiesa della Falegnameria di San Giuseppe, interessante. Inoltre, il luogo del pozzo di Maria e la chiesa ortodossa greca, che reclama essere questo il vero luogo dove è avvenuta l’annunciazione. A Nazareth è stato bellissimo passeggiare per la cittadina ammirando la quantità di chiese (sono circa 30), le moschee con i giardini curati, il mercato (suq) esterno, e le bancarelle infinite di cibo (buonissimo!).

In questa regione abbiamo anche visitato i castelli crociati di Nimrod e di Belvoir,  le cascate di Banyas, una delle fonti del Giordano, e Safed, una città sacra ebraica situata sul monte Canaan in posizione panoramica (praticamente abbarbicata sulla collina).

COSTA

Sulla costa abbiamo visitato i posti più significativi della storia di questi luoghi concentrandoci su Akko, Haifa e Cesarea.

Akko: veramente affascinante, è una cittadina sulla costa molto romantica dove si può passeggiare accanto alle mura, visitare le rovine e i luoghi di culto. A noi è piaciuta in modo particolare, e la riteniamo indispensabile in un viaggio in Israele! Abbiamo visitato i vari vicoli della città vecchia, il tunnel sotterraneo costruito dai cavalieri templari lungo 350 metri, le locande e il bagno turco, una moschea enorme, un monastero cristiano, e le scoperte archeologiche. C’è anche una bella spiaggia e un porto di pescatori, un mercato coloratissimo dove abbiamo mangiato un hummus spettacolare e comprato alcuni souvenirs! La città è stata dichiarata Patrimonio Unesco e ospita ogni anno dei festival che attirano migliaia di visitatori. Non lontano dalla città si trova anche un bellissimo giardino di Bahai, curato dai membri della religione Bahai, per una sosta nel verde in un posto molto particolare.

Haifa:  è la terza città di Israele e il porto principale. La città è divisa in tre settori, che sono appunto il Porto, il quartiere di HadarHaCarmel, e il quartiere di Carmel, residenziale e sopraelevato rispetto al resto. La principale attrattiva di Haifa è il tempio del Bab, sede della religione Bahai in Israele, un edificio piuttosto imponente con colonne scolpite in Italia, granito e piastrelle molto particolari. Oltre a questo, abbiamo visitato la Casa della Giustizia, il Giardino delle Sculture e alcuni musei tra cui ricordo particolarmente il Museo di Haifa, dedicato ad arte antica, arte moderna e musica. Siamo anche passati dal quartiere arabo Wadi Nisnas, che ci ha riportato indietro di secoli, con i carretti che passavano per le strade, i mercati e gli abitanti. Devo dire che in confronto ad Akko questa città non mi ha particolarmente impressionato…

Cesarea: a Cesarea ci siamo concentrati sulla parte vecchia della città, visitando le rovine archeologiche sul mare. In particolare, c’è il lungo acquedotto quasi perfettamente conservato, e in generale tutte le rovine romani spettacolari che sono racchiuse nel Cesarea National Park, in posizione strategica sul mare. Queste includono l’anfiteatro, il palazzo di Erode, dei mosaici, tra i quali si può passeggiare ammirando le rovine. E’ vero che noi ne abbiamo tante in Italia, ma penso che Cesarea sia una bella sosta lungo il trasferimento sulla costa che porta poi a Gerusalemme.

GERUSALEMME e BETLEMME

Le guide di Gerusalemme si sprecano, pertanto non entro nel dettaglio di tutti i posti che abbiamo visitato. Posso dire che la mia prima impressione della città è stata quanto meno particolare, perché sono uscita per una passeggiata serale dall’albergo per fare un primo giretto nella città vecchia dopo cena, e mi sono presa uno spavento incredibile per l’arrivo di tanti soldati armati che mi correvano incontro in un vicolo… posto che naturalmente non erano lì per me, ma per accorrere a un qualche allarme suonato in un sito ebraico, diciamo che l’episodio mi ha fatto decidere per il rientro immediato in hotel! A Gerusalemme abbiamo alloggiato al Jerusalem hotel, un albergo arabo bellissimo appena fuori da una delle entrate alla città vecchia.

La prima veduta di Gerusalemme, di cui conservo tuttora un ricordo indelebile, è stata da una collina circostante sulla quale siamo andati in macchina con Paolo, e dalla quale abbiamo ammirato tutta la città, con la fantastica cupola d’oro della Moschea, le mura, il monte degli olivi e tutti i vari quartieri, non la dimenticherò mai…

In città abbiamo visitato tutte le principali attrazioni, ovvero il Muro del Pianto (ricordo il foglietto che ho lasciato anche io in mezzo alle pietre del muro), la Spianata delle Moschee e la Cupola della Roccia (purtroppo non si può entrare nella moschea da cui Maometto ha lasciato la terra, ma si ammira bene dall’esterno), il quartiere cristiano con la Basilica del Santo Sepolcro (ovviamente imperdibile), e dove abbiamo assistito ad una processione lungo la Via Crucis e la Via Dolorosa verso la Basilica (era il giorno di Natale!)… un’emozione indimenticabile sia che siate credenti ma anche no (come me).  Dentro la Basilica, che è un po’ labirintica e secondo me necessita di una guida, è indicato il Golgota, il punto esatto in cui è stata piantata la croce, e la Cappella del Santo Sepolcro, dove è stato sepolto Gesù. Siamo andati anche nel quartiere arabo, con il suo suq, la Torre di Davide e la Torre di Erode (da cui si ammira un panorama stupendo sulla città vecchia), e il quartiere ebraico con numerose sinagoghe. Ora, nelle sinagoghe abbiamo capito che non si potesse entrare, ma la nostra guida (ebraica) ha fatto in modo di farci entrare in un paio di queste, per me è stata la prima volta e ovviamente mi ha interessato poter vedere come è strutturata, i vari luoghi di culto e di studio e come pregano.

Fuori città siamo andati al monte degli olivi, con la Chiesa del Pater Noster e il suo belvedere, la Basilica delle Nazioni e l’Orto del Getsemani (dove Gesù è stato arrestato), la Tomba della Vergine (ai piedi del monte degli olivi) dove si ritiene che Maria sia stata sepolta dai discepoli, e il Monte Zion, con la tomba di Re David e il Cenacolo (sede dell’ultima cena).

Betlemme: siamo andati a Betlemme da Gerusalemme, raggiungendola in poco più di 15 minuti, passando i check point (occorre il passaporto) e visitando i principali luoghi cristiani.  Siamo andati nella Piazza della Mangiatoia dalla quale siamo entrati nella Basilica della Natività, con la sua Grotta della Natività (dove sarebbe nato Gesù); la Basilica è molto semplice, sembrava appena ristrutturata e affrescata, naturalmente è molto suggestiva, soprattutto la Grotta. Nelle vicinanze, ci sono la Grotta del Latte (dove Maria allattò Gesù), e il Campo dei Pastori, costruito in onore dei pastori che seguirono Gesù. Infine nella stessa giornata siamo andati a Gerico, lungo il Giordano, dove abbiamo visitato il monastero di San Giorgio e quello della Tentazione sul vicino monte della Quarantena.

SUD

Facendo base a Gerusalemme, siamo andati in escursione a Masada, un sito fantastico da cui si ammira il deserto. Masada è stata costruita sulla cima di un’altura a ridosso del Mar Morto, nel mezzo di una piana desertica che sembra lunare; si tratta delle rovine della fortezza di Erode, con mura alte 5 metri lunghe più di un km, e una quarantina di torri alte più di 20 metri. Dal momento che l’altura si trova nella depressione del Mar Morto, nonostante sia 400 metri sopra la piana circostante (e infatti dall’alto ci sono magnifiche vedute), in realtà la cima della fortezza si trova ancora sotto il livello del mare… Si può arrivare in cima sia a piedi che in funivia; noi, come quasi tutti, abbiamo scelto di andare su in funivia e tornare a piedi, in modo da faticare il meno possibile ma ammirando entrambe le vie!

Sempre a sud, siamo andate in escursione sul Mar Morto, il cui versante israeliano ha una costa bassa con acqua azzurra e cristallina. Io ero già stata sul Mar Morto dalla parte Giordana, ma mi ha fatto piacere tornare… siamo andate in uno stabilimento balneare di un hotel per una mezza giornata, e abbiamo provato l’esperienza di bagnarci nelle acque più salate del mondo! La consiglio come esperienza perché veramente unica! Nei negozi abbiamo poi comprato i famosi fanghi (pare miracolosi per la pelle) e altri prodotti, che qui sono originali e costano meno che in Italia… Consiglio l’escursione nella seconda parte della giornata (come abbiamo fatto noi), per il tramonto stupendo sulla Giordania! Tornando verso Gerusalemme, ci siamo inoltre fermati a Qumran, un noto sito archeologico dove sono stati trovati i famosi Rotoli del Mar Morto, antichi manoscritti della Bibbia, i cui originali sono esposti nei musei di Gerusalemme e di Amman (in Giordania).

Questo viaggio mi è decisamente rimasto nel cuore… e siccome mio marito e mia figlia non ci sono mai stati, prima o poi vorrei tornarci con loro e condividere insieme le emozioni che sicuramente proveremo tutti in queste terre sante e piene di storia!

 

 

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