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Quest'anno volevamo assolutamente andare in Sudamerica, e avevo preso in considerazione anche l'Argentina, una terra affascinante che prima o poi vorrei visitare! In particolare, ho studiato l’Argentina del nord (climaticamente ottima in estate!) e sviluppato un itinerario secondo me molto interessante, vario, e fattibile con bambini di qualsiasi età. L’Argentina è un Paese sicuro, con standard sanitari buoni soprattutto nelle città, igienicamente parlando non ci si deve troppo preoccupare, e inoltre come clima va benissimo in estate, non è troppo caldo né freddo, e sono assicurate giornate soleggiate e terse. L’altitudine, a differenza di altri Paesi del sud America non rappresenta un problema in quanto le altezze maggiori sono entro i 2.500 mt. Nell'articolo potete trovare le informazioni con un itinerario!

 

I voli per l’America del sud sono piuttosto onerosi, per cui consiglio di cercare molto presto; a dicembre per agosto avevo trovato un ottimo collegamento con un solo stop per circa 2000 Euro in tre, ma a gennaio/febbraio i prezzi erano già aumentati. I voli interni in questo itinerario sarebbero tre (Buenos Aires – Iguazù, Iguazù – Salta, Mendoza – Buenos Aires); questi sono effettuati solo dalla compagnia di bandiera argentina e il prezzo complessivo si aggira intorno ai 1000 Euro in tre complessivamente. Si può noleggiare l’auto a Salta con riconsegna a Mendoza, e guardando sul sito www.rentalcars.com il prezzo per i 10 giorni di noleggio è intorno ai 500 Euro inclusivo di drop off in altra località. Ho letto però su tutti i forum che l’auto conviene cercarla in loco, in quanto si può risparmiare parecchio. Come hotel, dando un’occhiata su Booking e leggendo anche i diari di altri viaggiatori, ho capito che con 50 euro a notte si può avere una bella camera famigliare in hotel di tutto rispetto (con belle recensioni).

In sintesi l’itinerario lungo è il seguente:

GiornoDescrizioneKMNotte
1 Arrivo in mattinata a Buenos Aires   Buenos Aires
2 Buenos Aires   Buenos Aires
3 Volo per Iguazu al mattino 9.20 e arrivo 11 (pomeriggio escursione lato Brasile)   Iguazu
4 Iguazu (tutto il giorno lato argentino)   Iguazu
5 Volo per Salta al mattino 11.40-13.45 e Salta   Salta
6 Quebrada de Humauaca - Purmamarca 156 Purmamarca
7 Humauaca - Tilcara - Salta 287 Salta
8 Cachi 160 Cachi
9 Colome - Cafayate 160 Cafayate
10 Cafayate   Cafayate
11 San Fernando 470 San Fernando
12 Parque de Talampaya 392 San Augustin
13 Parque Ischigualasto   San Augustin
14 Mendoza 484 Mendoza
15 Mendoza   Mendoza
16 Volo Mendoza 9.15 - Buenos Aires 10.55   Buenos Aires
17 Buenos Aires   Buenos Aires
18 Volo per rientro    

 

 

In dettaglio:

Buenos Aires: come hotel o appartamento starei nel centro storico, vicino alla famosa Plaza de Mayo, o a San Telmo, il quartiere poco più a sud e il più antico di BA.

Da visitare a BA: tutto il centro storico, iniziando dal Puerto Madero con l’hotel de Immigrantes (dove erano ospitati gli immigranti in cerca di sistemazione), la zona di Plaza de Mayo con la cattedrale, la Casa rosada (il palazzo presidenziale), una pausa caffè al Cafè Tortoni (storico bar simbolo della città), e la Plaza del Congreso con il Congreso de la Nacion. Si prosegue poi con la visita del quartiere San Telmo, pittoresco e antico, attraversando chiese e case coloniali, i vari mercati del quartiere (se è domenica mattina fermatevi a curiosare al mercato delle pulci) e il mercato degli schiavi. Nel quartiere è famoso il Telmo Bar, in via Carlos Calvo, in particolare per i “malfatti”. La Boca a sud di San Telmo è un colorato quartiere popolare con murales sulle case, e di fatto il centro artistico della città con musei di belle arti che raccolgono i lavori artistici di molti pittori e scultori, ed è molto carino passare nei vicoli e nel Caminito. Retiro, il quartiere ricco e che ospita le ville più esclusive, è la zona che ha dato a BA la reputazione di “Parigi del sud”; Plaza San Martin è il cuore del quartiere e ha intorno i parchi pubblici migliori della città, per una pausa verde… Infine, Recoleta e Palermo, i quartieri più a nord del centro, dove visitare il cimitero Recoleta (famoso per la tomba di Eva Peron), il museo della Shoa, mentre Palermo è il quartiere più alla moda e ricco (da evitare mangiare qui per non essere spennati), e ha un parco (Parque Tres de Febrero) con il giardino giapponese, il giardino di rose, le piste ciclabili dove noleggiarle, e viali pedonali.

Buenos Aires per bambini: oltre al già citato Parque 3 de Febrero, altre attrazioni per bimbi a BA sono il Jardin Zoologico (uno zoo veramente enorme con più di 350 specie di animali, e visitato dalle famiglie locali), situato sempre nel quartiere di Palermo (www.zoobuenosaires.com.ar), il planetario Galileo Galilei (sempre in zona) per chi come la nostra Aurorina fosse interessato allo spazio e all’universo (ma quale bambino non lo è?), il museo di scienze naturali nel Parque del Centenario, con meteoriti, fossili, scheletri di dinosauri; un altro museo carino è il Museo Partecipativo de las ciencias, a Recoleta.  Lo shopping center Mercado de Abasto (www.abasto-shopping.com.ar) in Avenida Corrientes ha numerose attrattive per bambini, cinema, fast food, la sala giochi, e un museo dei bambini. Aperto fino alle 10 di sera, ha anche tantissimi negozi in cui comprare di tutto. Infine la Reserva Ecologica Costanera de sur (ad est del centro) è una riserva naturale sul rio de la plata in cui fare birdwatching, noleggiare biciclette, fare picnic, e osservare da vicino il fiume.

A BA sarebbe carino anche riuscire a vedere uno spettacolo nella Broadway locale in Avenida Corrientes (il quartiere teatrale di BA), ancora meglio se si capisce lo spagnolo… e poi immancabile secondo me vedere il Festival del Tango che si tiene ad Agosto (www.festivaldetango.gob.ar).

Cascate di Iguazù: si atterra a Puerto Iguazù, l’ingresso al Paque Nacional de Iguazù con le famose cascate… La cittadina non è niente di speciale, qui si viene per visitare le cascate e le escursioni sono possibili sia dal lato brasiliano che da quello argentino. Arrivando di mattina con il volo, penserei di dedicare il pomeriggio al lato brasiliano, in cui c’è poco da fare oltre ad ammirare le cascate e prendere il sentiero tra l’hotel e il belvedere – una cosa da fare con bambini qui nel lato brasiliano è visitare il Parque das Aves con tante voliere, soprattutto di uccelli tropicali. Invece al lato argentino dedicherei una giornata intera il giorno successivo, nel Parque nacional. Si può percorrere la strada a piedi oppure prendere un trenino – divertente per i bambini -  (Tren Ecologico de la Selva) che conduce alla Estacion Catarata per una panoramica sulle cascate e alla Estacion Garganta del Diablo per vederle da vicino. Nella prima stazione, si può passeggiare lungo il Circuito superior, che in circa mezzora (i sentieri sono percorribili anche con passeggini) porta a fitte foreste e cascate, mentre il Circuito inferior arriva al livello del fiume, anche qui costeggiando altre cascate, ma ci vuole circa un’oretta e comprende scale e dislivelli. Qui c’è una lancia che porta alla Isla San Martin per ammirare la Garganta del Diablo. Dalla seconda stazione invece, una passerella arriva vicino alle cascate ad un punto di osservazione in cui c’è la quasi certezza di bagnarsi completamente… Anche da qui ci sono sentieri come il Sendero Verde o il Sendero Macuco che entrano nella foresta, ma sono più impegnativi e lunghi rispetto a quelli della Estacion Catarata. Volendo nel parco si possono fare escursioni organizzate che includono rafting, un safari per avvistare gli animali, mountain bike o discesa nella selva. Due agenzie consigliate sono la Iguazù Jungle Explorer (www.iguazujunglexplorer.com) o la Explorador Expediciones (www.rainforestevt.com.ar) o Iguassu Falls Tours (www.iguassufallstour.com).

Si consiglia per i bimbi di portare i poncho e vestiti di ricambio perché quasi sicuramente saranno da cambiare! E crema solare.

Da Salta a Mendoza: qui inizia la vera avventura… un viaggio on the road sugli altopiani andini! Si arriva a Salta con un volo da Iguazù, e si noleggia l’auto che serve per i prossimi 10 giorni. In alternativa si possono organizzare i tour e le escursioni organizzate (se non si vuole guidare in fai da te). Le agenzie più quotate per eventualmente farsi organizzare un tour sono queste: Viator (www.viator.com) o World Expeditions (www.worldexpeditions.com)

Salta: città non particolarmente interessante (nonostante quanto dicano le guide, i visitatori non la trovano affascinante), sicuramente c’è molto più da vedere e visitare nei dintorni piuttosto che nella città stessa. Un buon suggerimento è quello di non perdere di frequentare i “penas” club di musica folk, dove vengono serviti montagne di manzo e gli avventori improvvisano canzoni accompagnati dalle chitarre!

On the road:

1 giorno) Oggi si va verso Quebrada de Humahuaca (2 ore e un quarto, o 156 km), uno dei paesaggi più belli del panorama andino. Lungo il percorso, si incontra San Salvador de Jujuy, ovvero la porta di accesso alla gola, con siti storici, chiese carine, e musei con reperti inca. Più avanti inizia realmente la Quebrada dal piccolo villaggio di Volcan, dove si trova anche il centro visitatori della Quebrada, ma il punto più interessante e visitato è Purmamarca, con le spettacolari colline dai 7 colori (cerro de los siete colores) e le case in adobe. C’è anche un Mercado Artesanal, in piazza, e da qui parte un sentiero di 3 km che passa attraverso le colline della città e fa ritorno in piazza. Una bella escursione in auto da Purmamarca (tre quarti d’ora o 63 km) è lungo la RN 52 per arrivare alle Salinas Grandes per visitare le saline (c’è persino un ristorante tutto fatto di sale). Un buon posto per fermarsi a dormire a Purmamarca è “La Comarca”, un po’ lussuosa ma un ottimo posto per rilassarsi dopo aver guidato lungo le strade polverose!

2 giorno) Proseguiamo la visita della Quebrada prima di rientrare a Salta. Oggi si va ancora verso nord, prima nel villaggio di Tilcara (mezzora o 30 km). Villaggio artistico tradizionale, si possono incontrare i popoli Kolla, che vendono i prodotti artigianali nella Plaza Coronel Prado, e intorno i vari musei della città, interessante il Museo archeologico che allestisce mostre sulle popolazioni primitive, incaiche, e peruviane. Inoltre, a poca distanza c’è la fortezza precolombiana restaurata molto bella. Altri posti da visitare sono il Museo delle belle arti e il Museo de Pintura. Proseguendo oltre Tilcara, si arriva a Humahuaca (mezzora, 37 km), una citta kolla con strade strette e case di mattoni. Una bellissima cattedrale e diverse chiese, ma qui la parte più interessante è rappresentata dalle rovine di Coctaca con i terrazzamenti ricoperti di cactus. La domenica mattina non si può perdere il mercato artigianale! Inoltre in agosto si tiene un festival per il culto di Pachamama, ovvero Madre Natura. Per la sera si torna a Salta percorrendo circa 220 km in 3 ore di auto.

Un’alternativa alla visita della zona Quebrada de Humahuaca, oppure un’estensione se si dispone di più tempo, è prendere il famoso Tren a las nubes, che da Salta va fino al confine cileno salendo su viadotti altissimi e raggiungendo quota 4.200 metri, per tornare in giornata dopo 15 ore di viaggio. Lo menziono in quanto per molti un viaggio mitico e indimenticabile, per i panorami incredibili, ma ovviamente molto difficile con bambini sia per la durata del viaggio sia per l’altitudine che raggiunge (offrono bombole di ossigeno quando si arriva in quota).

3 giorno) Da Salta ci si dirige verso Cachi, un viaggio di quasi 4 ore (160 km), che si può spezzare fermandosi lungo la strada, che già di per sé è molto panoramica. Il primo posto di interesse è la Quebrada de los Laureles, poi la Quebrada de Escoipe, che si snoda tra alti deserti e foreste subtropicali, una delle salite più spettacolari del Paese. Si continua fino a Maray, poi sulla Costa di Obispo, si arriva quindi in quota 3.400 mt a Piedra del Molino, e si riscende verso il Parco nazionale Los Cardones, una zona di cactus sparsi in un paesaggio impressionante sugli altipiani. Si arriva quindi a Cachi, un paese che rappresenta un’ottima sosta nella valle Calchaquies, ha un fascino coloniale con strade in acciottolato e case basse. Anche qui un museo archeologico se si desidera visitarlo e la cattedrale. Il panorama dev’essere stupendo con le montagne intorno (Nevado de Cachi) e l’aria tersa. Ci si ferma qui a dormire dove è pieno di family friendly hotels.

4 giorno) Da Cachi si prosegue a sud verso Cafayate, il viaggio totale in auto prende circa 4 ore e mezza per 160 km.  Un posto carino per fermarsi a fare una sosta dopo un paio d’ore è Molinos, un villaggio che ospita una chiesa, una residenza coloniale e la Casa de Entre Rios con un mercato di artigianato. Interessante è la Estancia Colomè, a circa 18 km dal villaggio, un complesso con hotel, vigneti e cantina, famosa per i suoi vigneti ad alta quota (circa 3 mila metri!) e il vino apprezzato a livello mondiale. Vedere il sito www.bodegacolome.com. Si può dormire nella Estancia o semplicemente visitarla per la giornata; si può andare a cavallo, stare in piscina, passeggiare tra i vigneti, giocare a tennis o nella sala giochi, mangiare e degustare vino.. insomma una sosta favolosa per tutta la famiglia! Si prosegue poi per Cafayate, lungo una strada sterrata e un po’ tortuosa su strati rocciosi e con viste mozzafiato! Da San Carlos la strada torna asfaltata e si arriva in breve tempo a Cafayate, la meta di oggi per la notte.

5 giorno) In mattinata si può rilassarsi a Cafayate, crocevia dei visitatori della valle e che si dirigono in direzione Salta o Mendoza, si può girare un po’ in città esplorando le cantine, il museo del vino, assaggiando il famoso formaggio di capra della regione, o curiosando tra i mercatini (famoso il poncho salteno, un mantello di lana di pecora con frange e fiocchi). Oppure si può raggiungere i rilievi di roccia rossa della Quebrada de las Conchas, canyon desertici della Valles Calchaquies o le rovine colombiane di Quilmes. Stanotte si dorme ancora a Cafayate.

6 giorno) Oggi un lungo trasferimento verso San Fernando del Valle de Catamarca, circa 5 ore e mezza per 470 km. Dopo circa un’oretta da Cafayate, ci si può fermare a Quilmes, ad ammirare un sito di rovine precolombiane, con una fortezza e i terrazzamenti (si tratta del sito archeologico piu interessante dell’argentina nonché un sito da cui si ammira un panorama stupendo. Il museo Pachamama può essere anche una sosta bella per i bambini; sui terreni disseminati di cactus, alberi e laghetti, le tradizionali figure andine di Pachamama e Inti (Madre Natura e Sole) sono raffigurate sui sentieri e sulle pareti. I mosaici rappresentano la cosmologia indigena con vari animali, si può entrare in un pozzo di miniera, e sono esposti tessuti e dipinti indigeni. Si prosegue quindi per San Fernando, il centro di pellegrinaggio più importante dell’Argentina. Ogni 8 dicembre infatti, centinaia di migliaia di pellegrini si recano in città per rendere omaggio alla Virgen de la Valle, protettrice anche dei turisti (!). Il cuore della città la Plaza 25 de Mayo, con la cattedrale e i suoi adiacenti giardini botanici. All’interno della cattedrale ci sono affreschi importanti e la statua della Vergine. Qui a San Fernando ci sono innumerevoli possibilità di alloggio, e rappresenta una sosta comoda per il viaggio.

7 e 8 giorno) I prossimi due giorni sono dedicati a due parchi, il Parco Nacional Talampaya e il Parque Provincial Ischigualasto. Il primo si raggiunge con circa 4 ore e mezzo di auto (392 km) da San Fernando, mentre il secondo è adiacente al primo, pertanto si consiglia di dormire in loco per un paio di notti. La maggior parte dei turisti dorme a San Augustin, e prende escursioni per i due parchi direttamente da lì.

Il Parco Nacional Talampaya ricorda il Grand Canyon dell’Arizona, con la differenza che essendo meno profondo e quasi senz’acqua, i turisti possono osservare più da vicino i canyon e le pitture rupestri precolombiane. Le visite iniziano al Parador turistico, dove si possono prendere escursioni organizzate in quanto i turisti devono lasciare la macchina al parcheggio. Le escursioni partono 4 volte al giorno (vedi il sito www.talampaya.com, o www.talampaya.gov.ar), e visitano le pitture rupestri e i buchi nella roccia, il Jardin Botanico, una camera di eco naturale, La catedral e infine El monje (formazioni morfologiche) per tornare al Parador.

Il Parque Provincial Ischilaguasto è ricco di meraviglie scientifiche e naturalistiche; c’è un museo paleontologico dove ammirare i fossili di dinosauri, e si compie poi il Circuito Veicular, lungo 42 km lungo i parapetti di arenaria rossa di Barrancas Coloradas, e varie formazioni morfologiche. Organizzano anche visite serali/notturne in giorni particolari con il plenilunio, interessanti anche per incontrare animali come volpi, lepri, rettili, roditori e puma.

9 e 10 giorno) Dai parchi sopra descritti ci si dirige poi per Mendoza, dove stare le ultime due notti prima del rientro a Buenos Aires. Mendoza si raggiunge in circa 5 ore di auto dal parco, e rappresenta un punto nevralgico tra vari siti di interesse. Intanto in città il Parco San Martin è un’oasi verde con laghi, sentieri, un roseto, sculture all’aperto e un museo. C’è anche un anfiteatro dove organizzano vari eventi, e un belvedere panoramico su tutta la città. A sud del lago artificiale, c’è un piccolo museo della scienza, interessante anche per i bambini. In città c’è anche un acquario da visitare, e poi naturalmente Mendoza è famosa per essere al centro di una regione vinicola e le possibilità di degustazione e di visita alle cantine sono infinite. Si consiglia in particolare di visitare la Casa del Visitante alla Bodega Familia Zuccardi per un’esperienza da buongustai.

Intorno a Mendoza, ci sono anche siti interessanti come Uspallata, la via di accesso al Cerro Aconcagua, un’oasi nelle aride Ande, Vallecitos, una località sciistica a quasi tremila metri, il parque provincial de Aconcagua, e il Cristo Redentor, uno spettacolare monumento alla pace tra Argentina e Cile situato al confine con il medesimo. Da Mendoza si possono anche fare svariate attività sul rio Mendoza, come rafting, kayak, da Potrerillos. Vedere Argentina Rafting Expeditions (www.argentinarafting.com) e Rios Andinos (www.riosandinos.com).

 

Dal momento che l’itinerario sopra descritto è piuttosto lungo e impegnativo come ore di macchina, si può invece adottare un itinerario più tranquillo che si sviluppa intorno a Salta anziché da Salta a Mendoza. Quindi si possono allungare le notti a Buenos Aires all’inizio, per riprenderci dal fuso orario, allungare una notte a Iguazu per vedere le cascate con calma e tutti i dintorni, mentre manteniamo invariate le prime giornate a Salta, con il giro del nord e poi del sud a Cachi e Cafayate, ma da qui si rientra poi a Salta e l’ultimo giorno si fa un’escursione organizzata al P.N. del Rey, una zona di foreste pluviali che è meglio affrontare con un mezzo fuoristrada.

Vi abbiamo invogliati a compiere il viaggio? Quando faccio e penso a questo itinerario ho sempre più voglia di partire!! E l’Argentina è sicuramente il Paese più tranquillo e facile dell’America Latina, quindi cosa aspettiamo?!

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